NOTA 1
(sostituita dalla determinazione
AIFA del 18.11.04 - ndr)
Gastroprotettori:
|
La prescrizione a carico del SSN è limitata ai pazienti a alto
rischio:
- per la prevenzione delle complicanze gravi del tratto gastrointestinale superiore:
Si considerano soggetti ad alto rischio i soggetti:
Non giustifica il ricorso alla gastroprotezione la sola presenza di uno o più dei seguenti fattori:
Gli inibitori di pompa, fatte salve le indicazioni della nota 48, ed il misoprostolo non sono rimborsati quando prescritti in associazione con i COXIB. |
Motivazioni e criteri applicativi
È noto come il trattamento cronico con i FANS possa determinare un aumentato
rischio di ulcera peptica e delle sue complicanze gravi (emorragia,
perforazione, ostruzione). Il rischio di ospedalizzazione per una complicanza
grave è stimato fra l'1 e il 2% per anno, e aumenta fino a 4-5 volte nelle
categorie a rischio sopra specificate; il rischio è particolarmente elevato se
i FANS sono associati ad anticoagulanti (1).
Data la rilevanza clinica della tossicità gastroduodenale indotta dai FANS,
numerosi sono stati gli studi che hanno valutato l'efficacia di una "gastroprotezione"
utilizzando gli analoghi delle prostaglandine (misoprostolo) e gli anti
secretivi (inibitori di pompa e H2-antagonisti).
Misoprostolo
L'efficacia del misoprostolo nel ridurre l'incidenza delle complicanze gravi
(emorragie, perforazioni e ostruzione pilorica) della gastropatia da FANS è
stata dimostrata in uno studio (MUCOSA trial) di grandi dimensioni (8.853
pazienti) che ha documentato una riduzione del 40% di dette complicanze rispetto
al placebo (2). Una metanalisi di 24 studi che ha valutato l'efficacia del
misoprostolo non in base alla riduzione delle complicanze ma solo in base alla
riduzione dell'incidenza di ulcere gastriche o duodenali diagnosticate
endoscopicamente ha confermato detta efficacia (NNT = 8) per prevenire un'ulcera
gastrica e (NNT = 30) per prevenire un'ulcera duodenale.
Il misoprostolo somministrato alla dose di 800 µg ha però una tollerabilità
scarsa (dispepsia, dolore addominale, diarrea) e nel trial MUCOSA (2) i pazienti
che sospendevano il trattamento per disturbi gastrointestinali erano più
numerosi fra quelli trattati con misoprostolo più FANS (27,4%) che fra quelli trattati
con FANS più placebo (20,1% p<0,001).
Inibitori della pompa protonica
Numerosi studi hanno dimostrato che nei soggetti trattati con FANS, dosi
standard di inibitori della pompa protonica riducono significativamente
l'incidenza di ulcere gastriche e duodenali diagnosticate all'endoscopia
rispetto al placebo (3-6). Due di essi meritano particolare attenzione. Nel
primo l'omeprazolo è stato confrontato con ranitidina (7) e, nel secondo, con
misoprostolo (8) in due trial con uguale disegno sperimentale. In tutti e due
gli studi (ASTRONAUT e OMNIUM trials) venivano studiati soggetti che a seguito
della terapia con FANS presentavano una ulcera peptica o almeno 10 erosioni
gastriche o duodenali. Ognuno dei due trial esaminava due fasi: a) la guarigione
delle lesioni da FANS già presenti; e b) la prevenzione della ricomparsa delle
lesioni durante ritrattamento con i FANS. In entrambe le fasi la terapia con l'omeprazolo
si è dimostrata più efficace del farmaco di confronto (rispettivamente, ranitidina
e misoprostolo) sia nel guarire le ulcere sia nel prevenire le recidive.
Detti risultati vanno però valutati con prudenza in quanto entrambi gli studi
presentano limiti metodologici rilevanti quali: 1) la dimostrazione di maggiore
efficacia è basata su parametri surrogati, infatti gli studi hanno utilizzato
come "end-point" terapeutico la riduzione del numero di ulcere
endoscopiche e dei sintomi dispeptici e non delle complicanze gravi che sono il
parametro clinico più rilevante cui mira la profilassi farmacologica: non è
cioè la stessa cosa prevenire un'ulcera visibile alla endoscopia routinaria in
uno studio clinico e prevenire una complicanza grave (emorragia, perforazione,
ostruzione); 2) le dosi utilizzate con i farmaci di riferimento (400 µg/d per
il misoprostolo e 300 mg/d per la ranitidina) sono probabilmente inadeguate; infine,
3) è mancata soprattutto una attenta considerazione alla presenza o meno nei
pazienti trattati di una infezione da H. pylori. Lo stato di portatore o meno di
una tale infezione può, infatti, avere grande rilevanza. Una recente metanalisi
condotta su 16 studi dimostra, infatti, in modo convincente come sia l'infezione
da H. pylori sia l'impiego di FANS tradizionali possano aumentare il rischio di
causare un'ulcera peptica o un sanguinamento gastrico in modo indipendente,
avendo un effetto sinergico nell'aggravare il rischio di ulcera peptica e
sanguinamento quando entrambi i fattori di rischio sono presenti nello stesso
paziente (9).
La superiore efficacia dell'inibitore di pompa rispetto a misoprostolo e a dosi
usuali di H2 bloccanti nel prevenire le ulcere da FANS potrebbe cioè essere in
parte solo apparente e dovuta a una diversa distribuzione dei pazienti con
infezione nella popolazione studiata (10-12).
L'importanza dell'infezione da H. pylori nella strategia di prevenzione del
sanguinamento gastrico causato dai FANS tradizionali e dall'ASA a basso dosaggio
è dimostrato da uno studio recente che ha rilevato come nei pazienti con
infezione da H. pylori e una storia di sanguinamento gastrico, l'eradicazione
dell'infezione da Helicobacter pylori risulti equivalente all'omeprazolo nel
prevenire una recidiva del sanguinamento gastrico nei pazienti che assumono ASA
a basse dosi (probabilità di recidiva del sanguinamento a sei mesi 1,9% con
eradicazione e 0,9% con omeprazolo). Mentre nei pazienti che assumono naprossene
al posto dell'ASA a basse dosi l'inibitore di pompa risulta più efficace della
semplice eradicazione (probabilità di recidiva del sanguinamento a 6 mesi 18,8%
con l'eradicazione e 4,4% con omeprazolo) (13).
Nei pazienti con storia di sanguinamento gastrico e che devono continuare una
profilassi secondaria con ASA a basse dosi l'eradicazione dell'infezione
probabilmente si pone perciò come la strategia profilattica più conveniente
della somministrazione di un inibitore di pompa. Non è chiaro se l'eradicazione
vada comunque eseguita in tutti i pazienti infetti che fanno uso cronico di FANS
tradizionali.
Una metanalisi recente ha dimostrato che il rischio emorragico da ASA impiegato
come antiaggregante è assai basso (una emorragia ogni 117 pazienti trattati con
50-162 mg/die di ASA per una durata media di 28 mesi) (14). Pertanto, una
gastroprotezione farmacologica generalizzata non è giustificata. I trial considerati
nella metanalisi escludevano però i pazienti ad alto rischio emorragico. In
mancanza di dati relativi a questi pazienti, se si estrapola ad essi l'aumento
di emorragie o ulcere da FANS nei soggetti a rischio (4-5 volte quello di base),
la gastroprotezione nei soggetti a rischio emorragico trattati "long-term"
con ASA potrebbe essere giustificata specie in presenza dei fattori di rischio
più rilevanti (emorragia pregressa e pazienti in trattamento con anticoagulanti
e cortisonici). Nei pazienti con infezione da Helicobacter pylori risulta
indicata l'eradicazione (13). Non è invece appropriato l'uso di preparazioni
"gastroprotette" o tamponate di ASA, che hanno un rischio emorragico
non differente da quello dell'ASA standard (15).
Gli H2-inibitori non sono stati inclusi tra i farmaci indicati per la
prevenzione e il trattamento del danno gastrointestinale da FANS perché in dosi
standard non riducono significativamente l'incidenza delle ulcere gastriche (3),
che sono le più frequenti fra quelle da FANS (16) anche se hanno efficacia
pressochè uguale a quella del misoprostolo sulle ulcere duodenali. Una
revisione non sistematica del danno gastrointestinale da FANS non raccomanda gli
H2-inibitori per la prevenzione dei danni gastrointestinali da FANS; li ammette
per la terapia delle ulcere previa sospensione dei FANS, ma non se si seguitano
i FANS (17). I dati clinici citati non possono essere applicati ai COXIB.
Va segnalato come in uno studio in pazienti con storia di sanguinamento gastrico
recente, il trattamento per sei mesi con omeprazolo più diclofenac si sia
dimostrato egualmente efficace rispetto al celeooxib nel prevenire la ricorrenza
del sanguinamento gastrico (18).
Al momento non vi sono ulteriori dati sulla letteratura scientifica
internazionale che documentino un'efficacia nella gastroprotezione con misoprostolo
e/o inibitori della pompa protonica nei confronti del danno gastrointestinale da
COXIB.
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SPECIALITA' MEDICINALI
(Omesse - ndr)