NOTA 74
(sostituita dall'allegato 1
alla determinazione AIFA del 23.12.04 - ndr)
Farmaci per l'infertilità femminile e maschile:
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La prescrizione a carico del SSN, su diagnosi e piano terapeutico di
centri specializzati, Universitari o delle Aziende Sanitarie, individuati dalle Regioni e
dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, è limitata alle seguenti
condizioni:
- Trattamento dell'infertilità femminile:
- trattamento dell'infertilità maschile:
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Motivazioni e criteri applicativi
L'infertilità di coppia è un problema di vaste proporzioni che coinvolge
anche in Italia decine di migliaia di persone.
L'Organizzazione Mondiale della
Sanità stima intorno al l5-20% le coppie con problemi di fertilità nel
paesi industriali avanzati.
L'infertilità di coppia è legata, nel 35% circa dei casi, al fattore
femminile, nel 30% al fattore maschile; nel 20% dei casi si rilevano
problemi in ambedue i partner e nel 15% dei casi l'infertilità rimane sconosciuta
(infertilità inspiegata). Le alterazioni dei fenomeni fisiologici dell'ovulazione rappresentano un'importante causa di
infertilità di coppia (18-25% dei casi). L'individuazione dell'ovulazione in
queste donne è finalizzata ad indurre lo sviluppo follicolare e la conseguente
ovulazione.
Il trattamento dell'infertilità femminile con gonadotropine è pertanto
consigliato nelle diverse condizioni patologiche di cicli anovulari. L'indicazione all'uso delle
gonodotropine si è notevolmente ampliata negli
ultimi decenni, in quanto, oltre a situazioni patologiche di infertilità, le
gonadotropine vengono utilizzate anche in donne normo-ovulanti sottoposte ad
iperstimolazioni ovariche controllate necessarie al ripristino della fertilità
mediante tecniche di procreazione medicalmente assistita (FIVET, ICS)
Tale trattamento, se effettuato con dosi di gonadotropine improprie ed
elevate, può essere responsabile:
a) della cosiddetta sindrome da iperstimolazione ovarica, con passaggio di
liquido nello spazio peritoneale e conseguenti ipovolemia, oliguria, emoconcentrazione, ascite massiva, eventualmente emoperitoneo, shock anche ad
esito letale;
b) di eventi tromboembolici in concomitanza o indipendenti dalla suddetta
sindrome a carico di organi critici (cervello, polmone e delle estremità);
c) di complicazioni polmonari (atelettasia, dispnea, tachipnea, sindrome
della insufficienza respiratoria acuta), oltre a cisti ovariche, torsione degli annessi, forti caldane, reazioni febbrili, nausea,
crampi addominali, meteorismo; gravidanze ectopiche e multiple.
Nei casi di iperstimolazione ovarica sono infine controindicati i rapporti
sessuali, per il rischio di insorgenza di gravidanze plurime.
Le gonadotropine follicolostimolanti attualmente in uso si possono ricondurre
a due grandi gruppi:
1. gonadotropine di origine estrattiva urinaria;
2. gonadotropine ricombinanti prodotte mediante transfezione della linea
cellulare ovarica di criceto cinese con plasmidi contenenti le due sub unità geniche che codificano per l'FSH.
Gli studi di confronto tra FSH ricombinante ed urinario sono stati oggetto di consistenti metanalisi nonché di numerosi studi farmaco-economici; tuttavia, le conclusioni in termini di evidenze certe di maggiore efficacia sono attualmente ancora contrastanti.
L'infertilità maschile ha diverse cause, spesso difficilmente diagnosticabili
e soltanto in alcuni casi di alterazione della spermatogenesi (ipogonadismo ipo- o
normo-gonadotropo) esiste un razionale
per un intervento terapeutico efficace con gonadotropine.
Nell'uomo, la somministrazione di gonadotropine provoca ginecomastia, dolore
al seno, mastite, nausea, anormalità delle frazioni lipoproteiche, aumento nel sangue degli enzimi epatici, eritrocitosi.
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SPECIALITA' MEDICINALI
(Omesse - ndr)