NOTA 89
| Antistaminici | La prescrizione a carico del SSN, su diagnosi e piano terapeutico di
strutture specialistiche delle Aziende Sanitarie, è limitata alla seguente condizione: (modificata dal comunicato dell'Agenzia Italiana del Farmaco del 10.11.04 - ndr)
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Motivazioni e criteri applicativi:
Le malattie allergiche costituiscono un serio problema sanitario sia per il
costante e continuo incremento epidemiologico in Italia (i dati ISTAT si
attestano attualmente sul 20% dell'intera popolazione) (1), sia per i risvolti
farmaco-economici: i costi per il trattamento e le assenze lavorative e scolastiche (2, 3). Le forme perenni
alterano significativamente la qualità di vita, addirittura tanto quanto l'asma
lieve o moderata (4).
La rinite e la rinocongiuntivite allergica rappresentano il più importante
fattore di rischio per lo sviluppo di asma bronchiale e spesso le due patologie sono associate. Un non adeguato trattamento delle vie
aeree superiori comporta un insuccesso terapeutico nel paziente asmatico (5-7). Per questi motivi la rinite allergica deve
essere considerata una patologia importante sia per le sue caratteristiche di cronicità sia per il fatto di essere un fattore
aggravante l'asma. A tale proposito deve essere sottolineato lo stretto legame esistente tra la rinite allergica e la patologia asmatica:
questo nesso è talmente cruciale che l'OMS ha stilato un documento che valuta appunto l'impatto della rinite allergica sull'asma (ARIA
Document "Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma") (8). Da tale
documento emerge il concetto che la rinite allergica è caratterizzata da un
processo infiammatorio strettamente dipendente dall'esposizione all'allergene causale, anche in
assenza di sintomi. Si evince inoltre che un trattamento ottimale della rinite allergica può prevenire l'insorgenza di asma o
migliorare l'asma coesistente (9). Il documento ARIA ha anche rivisitato la
classificazione e i protocolli terapeutici della rinite allergica. La nuova
classificazione è basata sulla durata dei sintomi e prevede due forme:
intermittente e persistente. La seconda è caratterizzata dalla presenza di
sintomi rinitici per più di quattro giorni alla settimana e per più di quattro
settimane consecutive. A seconda dell'impatto sulle attività del soggetto, del senso di fastidio e delle ripercussioni sul sonno, la rinocongiuntivite
allergica è riclassificata in base all'intensità dei sintomi in lieve e
moderata grave. Il trattamento pertanto deve essere differenziato a seconda
della forma e della gravità. Tale trattamento deve essere indirizzato verso obiettivi prioritari: l'antagonismo degli
effetti indotti dai mediatori sugli organi bersaglio e la riduzione dell'accumulo delle cellule
infiammatorie attivate (12, 13). In
questa ottica, l'instamina costituisce il più importante mediatore
patogenetico (14).
Gli antistaminici sono farmaci che esplicano il loro ruolo con differenti
meccanismi tra i quali il principale è il blocco del recettore H1 per l'instamina.
I farmaci di seconda generazione possiedono proprietà farmacologiche aggiunte
che differiscono tra le diverse molecole (15- 20). In vitto sono in grado di bloccare il rilascio
di mediatori da basofili e mastociti (21-26). Possono avere anche un effetto
antinfiammatorio.
Gli antistaminici di seconda generazione si sono dimostrati più efficaci e
accompagnati da minori effetti collaterali di sedazione rispetto a quelli di prima generazione, nonché da migliore compliance (monosomministrazione)
(28- 32).
Nell'orticaria acuta e cronica sono efficaci sintomatici. Sono in grado di
ridurre il numero, la dimensione e la durata delle lesioni cutanee negli episodi
di orticaria (33-36). Nell'orticaria cronica si ottengono risultati migliori
nella somministrazione continua rispetto a quella intermittente al bisogno (36).
Nei casi di orticaria vasculitica la risposta agli antistaminici non è ottimale
(31). Nella dermatite atopica non hanno effetto sul decorso della malattia (38,
39).
Le attuali evidenze non supportano l'uso di antistaminici nella terapia
dell'asma (Gina 2001) (40). Gli antistaminici non sono indicati nel raffreddore
comune sia in monoterapia sia associati a decongestionanti (Cochrane 2003) (41).
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SPECIALITA' MEDICINALI
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