Legge 53/00 - articolo 9 - Misure a sostegno della flessibilitā di orario

Articolo 9 - Misure a sostegno della flessibilitā di orario

(Legge n°53, 8 marzo 2000)

1. Al fine di promuovere e incentivare forme di articolazione della prestazione lavorativa volte a conciliare tempo di vita e di lavoro, nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, č destinata una quota fino a lire 40 miliardi annue a decorrere dall'anno 2000, al fine di erogare contributi, di cui almeno il 50 per cento destinato ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilitā, ed in particolare:

  1. progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore, di usufruire di particolari forme di flessibilitā degli orari e dell'organizzazione del lavoro, tra cui part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilitā sui turni, orario concentrato, con prioritā per i genitori che abbiano bambini fino ad otto anni di etā o fino a dodici anni, in caso di affidamento o di adozione;

  2. programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo;

  3. progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo.

2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri per la solidarietā sociale e per le pari opportunitā, sono definiti i criteri e le modalitā per la concessione dei contributi di cui al comma 1.


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