Decreto legislativo 31/01 - allegato II

Allegato II

(Decreto legislativo n° 31, 2 febbraio 2001)

(sostituito dall'allegato I al DMS del 14.06.17 - ndr)

CONTROLLO

TABELLA A
Parametri da analizzare

1. Controllo di routine 

Il controllo di routine mira a fornire ad intervalli regolari informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano nonchè informazioni sull'efficacia degli eventuali trattamenti dell'acqua potabile (in particolare di disinfezione), per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o no ai pertinenti valori di parametro fissati dal presente decreto. Vanno sottoposti a controllo di routine almeno i seguenti parametri:

- Alluminio (Nota 1)
- Ammonio
- Colore
- Conduttività
- Clostridium perfringens (spore comprese) (Nota 2)
- Escherichia coli (E. coli)
- Concentrazione ioni idrogeno
- Ferro (Nota 1)
- Nitriti (Nota 3)
- Odore
- Pseudomonas aeruginosa (Nota 4)
- Sapore
- Conteggio delle colonie a 22oC e 37oC (Nota 4)
- Batteri coliformi a 37oC
- Torbidità
- Disinfettante residuo (se impiegato)

Nota 1

Necessario solo se usato come flocculante o presente, in concentrazione significativa, nelle acque utilizzate. (°).

Nota 2

Necessario solo se le acque provengono o sono influenzate da acque superficiali (°).

Nota 3

Necessario solo se si utilizza la cloramina nel processo di disinfezione (°).

Nota 4

Necessario solo per le acque vendute in bottiglie o in contenitori.

° In tutti gli altri casi i parametri sono contenuti nell'elenco relativo al controllo di verifica.

 

2. Controllo di verifica 

Il controllo di verifica mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nel decreto sono rispettati. Tutti i parametri fissati sono soggetti a controllo di verifica, a meno che l'Azienda unità sanitaria locale competente al controllo non stabilisca che, per un periodo determinato, è improbabile che un parametro si trovi in un dato approvvigionamento d'acqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un marcato rispetto del relativo valore di parametro. Il presente punto non si applica" ai parametri per la radioattività.

 

TABELLA B1

Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque destinate al consumo umano fornite da una rete di distribuzione, da cisterne, o utilizzate nelle imprese alimentari.
I campioni debbono essere prelevati nei punti individuati ai sensi dell'articolo 6, al fine di garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti del presente decreto. Tuttavia, nel caso di una rete di distribuzione, i campioni possono essere prelevati anche alle fonti di approvvigionamento o presso gli impianti di trattamento per particolari parametri se si può dimostrare che il valore ottenuto per i parametri in questione non sarebbe modificato negativamente.

Volume d'acqua distribuito o prodotto ogni giorno in una zona di approvvigiona mento (Note 1 e 2) m3 Controllo di routine Numero di campioni all'anno (Note 3, 4 e 5) Controllo di verifica Numero di campioni all'anno (Note 3 e 5)
=100 (Nota 6) (Nota 6)
>100              =1000
4
1
+1 ogni 3300m3/g del volume totale e frazione di 3300
>10000          =100000 + 3 ogni 1000 m3/g del volume 3
+ ogni 10000 m3/g del volume totale o frazione di 1000
>100000 totale e frazione di 1000 10
+ 1 ogni 25000 m3/g del volume totale e frazioni di 10000

.

Nota 1

Una zona di approvvigionamento è una zona geograficamente definita all'interno della quale le acque destinate al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualità può essere considerata sostanzialmente uniforme.

Nota 2

I volumi calcolati rappresentano una media su un anno. Per determinare la frequenza minima in una zona di approvvigionamento invece che sul volume d'acqua si può fare riferimento alla popolazione servita calcolando un consumo di 200 l pro capite al giorno.

Nota 3

Nel caso di approvvigionamento intermittente di breve durata, la frequenza del controllo delle acque distribuite con cisterna deve essere stabilita dall'Azienda unità sanitaria locale.

Nota 4

Per i differenti parametri di cui all'allegato I l'Azienda unità sanitaria locale può ridurre il numero dei campioni indicato nella tabella se:
a) i valori dei risultati dei campioni prelevati in un periodo di almeno due anni consecutivi sono costanti e significativamente migliori dei limiti previsti dall'allegato I e
b) non esiste alcun fattore capace di diminuire la qualità dell'acqua.
La frequenza minima non deve essere inferiore al 50% del numero di campioni indicato nella tabella, salvo il caso specifico di cui alla nota 6.

Nota 5

Nella misura del possibile, il numero, di campioni deve essere equamente distribuito in termini di tempo e luogo.

Nota 6

La frequenza deve essere stabilita dall'Azienda unità sanitaria locale.

 

TABELLA B2


Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque confezionate in bottiglie o contenitori e messe a disposizione per il consumo umano.

Volume d'acqua prodotto ogni giorno (*) messo in vendita in bottiglie o contenitori m3 Controllo di routine - Numero di campioni all'anno Controllo di verifica - Numero di campioni all'anno
=10 1 1
>10          = 60 12 1
> 60 1 ogni 5 m3 del volume totale e frazione di 5 1 ogni 100 mc del volume totale e frazione di 100

(*) I volumi calcolati rappresentano una media su un anno civile.