(Determinazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco, 4 gennaio 2007)
NOTA 1
(modificata dalla Determinazione AIFA 11.02.08 - allegato, abrogata dall'articolo 2 della determina AIFA del 04.03.26 - ndr)
Gastroprotettori:
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La prescrizione a carico del SSN è limitata:
alla prevenzione delle complicanze gravi del tratto gastrointestinale superiore:
purchè sussista una delle seguenti condizioni di rischio:
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Background
È noto come il trattamento cronico con i FANS possa determinare un
aumentato rischio di ulcera peptica e delle sue complicanze gravi (emorragia,
perforazione, ostruzione). Il rischio di ospedalizzazione per una complicanza
grave è stimato fra l'1 e il 2% per anno, e aumenta fino a 4-5 volte nelle
categorie a rischio specificate nella nota limitativa.
Sulla base di studi clinici randomizzati e osservazionali anche l'uso di
anticoagulanti e l'età avanzata (65-75 anni) sono risultate essere condizioni
predisponenti al rischio di complicanze gravi del tratto gastrointestinale
superiore. Pertanto tali condizioni devono essere considerate fattori suggestivi
di popolazioni a maggior rischio ma non raccomandazioni tassative per trattare,
ad esempio, tutti gli anziani o tutti coloro che assumono anticoagulanti.
Gli inibitori di pompa, fatte salve le indicazioni della nota 48, ed il
misoprostolo non sono rimborsati quando prescritti in associazione con i COXIB.
Non ci sono dati a supporto di un beneficio nell'impiego dei PPI nei pazienti
trattati con i COXIB.
Data la rilevanza clinica della tossicità gastroduodenale indotta dai FANS,
numerosi sono stati inoltre gli studi che hanno valutato l'efficacia di una
"gastroprotezione" utilizzando accanto agli inibitori di pompa anche
gli analoghi delle prostaglandine (misoprostolo) e gli anti secretivi
(H2-antagonisti).
Evidenze disponibili
Misoprostolo
Risulta ancora oggi l'unico farmaco per il quale esistono dati convincenti
che ne dimostrano l'efficacia nel ridurre l'incidenza delle complicanze gravi
(emorragie, perforazioni e ostruzione pilorica) della gastropatia da FANS. Lo
studio (MUCOSA) di grandi dimensioni (8.853 pazienti) ha infatti documentato una
riduzione del 40% di dette complicanze rispetto al placebo. Una metanalisi di 24
studi che ha valutato l'efficacia del misoprostolo non in base alla riduzione
delle complicanze ma solo in base alla riduzione dell'incidenza di ulcere
gastriche o duodenali diagnosticate endoscopicamente ha confermato detta
efficacia (NNT = 8) per prevenire un'ulcera gastrica e (NNT = 30) per prevenire
un'ulcera duodenale.
Il misoprostolo somministrato alla dose di 800 µg ha però una tollerabilità
scarsa (dispepsia, dolore addominale, diarrea) e nello studio MUCOSA i pazienti
che sospendevano il trattamento per disturbi gastrointestinali erano più
numerosi fra quelli trattati con misoprostolo più FANS (27,4%) che fra quelli
trattati con FANS più placebo (20,1% p<0,001).
Inibitori della pompa protonica
Numerosi studi hanno dimostrato che nei soggetti trattati con FANS, dosi
standard di inibitori della pompa protonica riducono significativamente
l'incidenza di ulcere gastriche e duodenali diagnosticate all'endoscopia
rispetto al placebo. Due di essi meritano particolare attenzione. Nel primo l'omeprazolo
è stato confrontato con ranitidina e, nel secondo, con misoprostolo in due
trial con uguale disegno sperimentale. In tutti e due gli studi (ASTRONAUT e
OMNIUM) venivano valutati soggetti che a seguito della terapia con FANS
presentavano una ulcera peptica o almeno 10 erosioni gastriche o duodenali.
Ciascuno dei due trial esaminava due fasi: a) la guarigione delle lesioni da
FANS già presenti; e b) la prevenzione della ricomparsa delle lesioni durante
ritrattamento con i FANS. In entrambe le fasi la terapia con l'omeprazolo si è
dimostrata più efficace del farmaco di confronto (rispettivamente, ranitidina e
misoprostolo) sia nel guarire le ulcere sia nel prevenire le recidive.
Detti risultati vanno però valutati con prudenza in quanto entrambi gli studi
presentano limiti metodologici rilevanti quali: 1) la dimostrazione di maggiore
efficacia è basata su parametri surrogati, infatti gli studi hanno utilizzato
come "end-point" terapeutico la riduzione del numero di ulcere
endoscopiche e dei sintomi dispeptici e non delle complicanze gravi che sono il
parametro clinico più rilevante cui mira la profilassi farmacologica: non è
cioè la stessa cosa prevenire un'ulcera visibile alla endoscopia routinaria in
uno studio clinico e prevenire una complicanza grave (emorragia, perforazione,
ostruzione); 2) le dosi utilizzate con i farmaci di riferimento (400 µg/d per
il misoprostolo e 300 mg/d per la ranitidina) sono probabilmente inadeguate;
infine, 3) è mancata soprattutto una attenta considerazione alla presenza o
meno nei pazienti trattati di una infezione da H. pylori. Lo stato di portatore
o meno di una tale infezione può, infatti, avere grande rilevanza. Una recente
metanalisi condotta su 16 studi dimostra, infatti, in modo convincente come sia
l'infezione da H. pylori sia l'impiego di FANS tradizionali possano aumentare il
rischio di causare un'ulcera peptica o un sanguinamento gastrico in modo
indipendente, avendo un effetto sinergico nell'aggravare il rischio di ulcera
peptica e sanguinamento quando entrambi i fattori di rischio sono presenti nello
stesso paziente. La superiore efficacia dell'inibitore di pompa rispetto a
misoprostolo e a dosi usuali di H2 bloccanti nel prevenire le ulcere da FANS
potrebbe cioè essere in parte solo apparente e dovuta a una diversa
distribuzione dei pazienti con infezione nella popolazione studiata.
Particolari avvertenze
L'importanza dell'infezione da H. pylori nella strategia di prevenzione del
sanguinamento gastrico causato dai FANS tradizionali e dall'ASA a basso dosaggio
è dimostrato da uno studio recente che ha rilevato come nei pazienti con
infezione da H. pylori e una storia di sanguinamento gastrico, l'eradicazione
dell'infezione da Helicobacter pylori risulti equivalente all'omeprazolo nel
prevenire una recidiva del sanguinamento gastrico nei pazienti che assumono ASA
a basse dosi (probabilità di recidiva del sanguinamento a sei mesi 1,9% con
eradicazione e 0,9% con omeprazolo). Mentre nei pazienti che assumono naprossene
al posto dell'ASA a basse dosi l'inibitore di pompa risulta più efficace della
semplice eradicazione (probabilità di recidiva del sanguinamento a 6 mesi 18,8%
con l'eradicazione e 4,4% con omeprazolo).
Nei pazienti con storia di sanguinamento gastrico e che devono continuare una
profilassi secondaria con ASA a basse dosi l'eradicazione dell'infezione
probabilmente si pone perciò come la strategia profilattica più conveniente
della somministrazione di un inibitore di pompa. Non è chiaro se l'eradicazione
vada comunque eseguita in tutti i pazienti infetti che fanno uso cronico di FANS
tradizionali.
Una metanalisi recente ha dimostrato che il rischio emorragico da ASA impiegato
come antiaggregante è assai basso (una emorragia ogni 117 pazienti trattati con
50-162 mg/die di ASA per una durata media di 28 mesi). Pertanto, una
gastroprotezione farmacologica generalizzata non è giustificata. I trial
considerati nella metanalisi escludevano però i pazienti ad alto rischio
emorragico. In mancanza di dati relativi a questi pazienti, se si estrapola ad
essi l'aumento di emorragie o ulcere da FANS nei soggetti a rischio (4-5 volte
quello di base), la gastroprotezione nei soggetti a rischio emorragico trattati
"long-term" con ASA potrebbe essere giustificata specie in presenza
dei fattori di rischio più rilevanti (emorragia pregressa e pazienti in
trattamento con anticoagulanti e cortisonici). Nei pazienti con infezione da
Helicobacter pylori risulta indicata l'eradicazione. Non è invece appropriato
l'uso di preparazioni "gastroprotette" o tamponate di ASA, che hanno
un rischio emorragico non differente da quello dell'ASA standard.
Gli H2-inibitori non sono stati inclusi tra i farmaci indicati per la
prevenzione e il trattamento del danno gastrointestinale da FANS perché in dosi
standard non riducono significativamente l'incidenza delle ulcere gastriche, che
sono le più frequenti fra quelle da FANS anche se hanno efficacia pressochè
uguale a quella del misoprostolo sulle ulcere duodenali. Una revisione non
sistematica del danno gastrointestinale da FANS non raccomanda gli H2-inibitori
per la prevenzione dei danni gastrointestinali da FANS; li ammette per la
terapia delle ulcere previa sospensione dei FANS, ma non se si seguitano i FANS.
I dati clinici citati non possono essere applicati ai COXIB.
Va segnalato come in uno studio in pazienti con storia di sanguinamento gastrico
recente, il trattamento per sei mesi con omeprazolo più diclofenac si sia
dimostrato egualmente efficace rispetto al celecoxib nel prevenire la ricorrenza
del sanguinamento gastrico.
Al momento non vi sono ulteriori dati sulla letteratura scientifica
internazionale che documentino un'efficacia nella gastroprotezione con
misoprostolo e/o inibitori della pompa protonica nei confronti del danno
gastrointestinale da COXIB.
La prescrizione dell'associazione misoprostolo + diclofenac* è rimborsata alle
condizioni previste dalla nota 66.
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Data aggiornamento novembre 2006 Prossimo aggiornamento previsto giugno 2007