Comunicato ARAN 30.12.02 - articolo 15: Disapplicazioni

Articolo 15 - Disapplicazioni

(Comunicato dell'ARAN, 30 dicembre 2002)

1. Le disposizioni del presente accordo sostituiscono integralmente quelle contenute nei contratti collettivi nazionali quadro di definizione dei comparti di contrattazione stipulati in data 2 giugno 1998, 9 agosto 2000 e 6 marzo 2001.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

In relazione al dibattito sviluppatosi al tavolo negoziale con riferimento alla collocazione del personale della Corte dei conti, dell'Avvocatura dello Stato e del Consiglio di Stato, le parti concordano sulla necessità che, previa una verifica congiunta, venga valutata l'opportunità della costituzione di un apposito comparto secondo quanto previsto dall'art. 14, comma 1 del presente accordo.

Firmato: Aran - Cgil - Cisl - Cisal - Confsal - Ugl - Usae.

DICHIARAZIONE A VERBALE ARAN

L'ARAN prende atto che presso il Dipartimento della funzione pubblica è in corso un approfondimento tecnico circa la futura collocazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Pertanto l'attuale inserimento di detto personale nel comparto di cui all'art. 4 assume carattere transitorio. L'ARAN sottoporrà alle parti le ipotesi di collocazione che deriveranno dal confronto.

Firmato: Aran.

DICHIARAZIONE A VERBALE ARAN

Per quanto concerne i monopoli di Stato, con riferimento all'art. 12 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, l'ARAN sottoporrà alle parti una diversa ipotesi di collocazione del relativo personale rispetto a quella prevista dall'art. 4 del presente accordo, qualora ai Monopoli stessi saranno assegnate eventuali diverse funzioni.

Firmato: Aran.

DICHIARAZIONE A VERBALE ARAN

Con riguardo all'art. 14, comma 2, l'ARAN, relativamente all'articolazione della normativa nei contratti collettivi nazionali di lavoro per specifici settori o sezioni, ferma rimanendo l'unicità dei comparti di riferimento, dichiara la propria intenzione di sostenerla, in particolare, nei comparti di cui agli articoli 6 e 12, per individuare (anche confermando quelle esistenti) distinte sezioni per il personale docente e non docente e, nell'ambito dell'unico comparto di cui all'art. 10, per il personale delle regioni e per il personale delle aziende pubbliche di servizi alle persone (ex IPAB).

Firmato: Aran.

DICHIARAZIONE A VERBALE

CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e UGL chiedono che la verifica in ordine al comparto Corte dei conti, Consiglio di Stato e Avvocatura dello Stato sia effettuata nei tempi più brevi possibili per poter rendere operativa tale decisione nel corso del primo biennio contrattuale 2002-2003.

Firmato: Cgil - Cisl - Uil - Confsal - Ugl.

DICHIARAZIONE A VERBALE

CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e UGL dichiarano la loro più ferma opposizione al passaggio del CISAM dal comparto ricerca a quello dei Ministeri. Le particolari competenze professionali e le funzioni esistenti nel CISAM, rendono immotivata tale trasformazione contrattuale e comunque non in grado di cogliere le specificità esistenti sia in termini di funzioni che di qualità professionali.

Firmato: Cgil - Cisl - Uil - Confsal - Ugl.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Con riferimento all'art. 14, comma 2, le sottoscritte confederazioni affermano il valore irrinunciabile dell'unicità dei comparti e, in particolare, per quanto attiene il comparto di cui all'art. 12 dichiarano, in considerazione dell'organizzazione del lavoro nel sistema delle autonomie scolastiche, di voler mantenere le articolazioni funzionali già presenti nell'ultimo CCNL di comparto.

Firmato: Cgil - Cisl - Uil - Confsal - Cisal - Ugl.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Con riferimento a quanto previsto dall'art. 14, comma 2, per quanto concerne il comparto di cui all'art. 10 CGIL, CISL, UIL e CONFSAL riaffermano il valore dell'unicità del comparto e dichiarano la loro forte contrarietà a forme di settorializzazione della normativa, lasciando alla contrattazione collettiva di categoria, ferma restando l'unicità del comparto, l'introduzione di una parte modulare capace di rappresentare e risolvere gli specifici problemi delle varie tipologie d'enti e funzioni che compongono il sistema.

Firmato Cgil - Cisl - Uil - Confsal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

In riferimento all'art. 4 del presente accordo relativo al comparto aziende, la CISL, la UIL e la UGL dichiarano di sottoscrivere il contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2002-2005 solo in quanto considerano che l'attuale collocazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è transitoria, in attesa che venga opportunamente definito per via legislativa l'inserimento nel comparto sicurezza.

Firmato: Cisl - Uil - Ugl.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Per il comparto aziende, le innovazioni organizzative già avvenute nel corso della precedente stagione contrattuale e quelle che potrebbero verificarsi a seguito di nuove ipotesi di riforma amministrativa che possono portare ad identificare soluzioni condivise fra le parti, rendono possibile per il suddetto comparto l'attuazione di quanto previsto dal comma 1 dell'art. 14 dell'accordo allegato anche nel caso della stagione contrattuale 2002-2005. Al verificarsi delle condizioni sopra citate l'Aran e le organizzazioni sindacali procederanno, con le procedure contrattuali di cui agli articoli 40, comma 2, e 41, comma 6 alla modifica della attuale composizione del comparto. In questo ambito la collocazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel comparto Aziende, come si evince dal contenuto dell'accordo, non riveste alcun carattere transitorio. La CGIL dichiara la sua contrarietà alla collocazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel comparto sicurezza. Tale soluzione se attuata segnerebbe un intervento legislativo sul rapporto di lavoro di personale oggi regolato dal 165/2001; trasformerebbe il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco in un altro Corpo di polizia ad ordinamento civile, con grave riduzione dell'autonomia organizzativa e gestionale. La CGIL si opporrà a qualsiasi tentativo di riduzione, attraverso tale iniziativa del Governo, dei diritti sindacali e di manomissione degli istituti regolati dal CCNL.

Firmato: Cgil.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La CISAL, in riferimento alla nota inviata del presidente dell'ENEA e ad identica richiesta proveniente dalla categoria, auspica nell'immediato futuro, che il comparto contrattuale del personale del predetto ENTE, possa essere quello proprio denominato «Comparto del personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione» di cui all'art. 7.

Firmato: Cisal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La CISAL, in riferimento all'art. 13 ed al comma 7 dell'art. 14 auspica nell'immediato futuro che, fermo restando la unicità del comparto, il personale dell'università ed il personale dei policlinici universitari possa beneficiare di un unico contratto normativo, mentre per la parte retributiva si propone, in simultanea, la doppia contrattazione, una riferita a tutto il personale del compatto università e l'altra avente come riferimento il comparto della sanità.

Firmato: Cisal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La CISAL condivide e fa proprie le dichiarazioni a verbale dell'ARAN n. 1 e 2.

Firmato: Cisal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La CISAL esprime perplessità e riserva per la collocazione del personale del CISAM all'art. 8 anzichè al 7 che, a suo avviso, appare più congruo.

Firmato: Cisal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La CISAL, a seguito delle aspettative ingenerate nel personale del Consiglio di Stato, Avvocatura e Corte dei conti ritiene indispensabile prevedere un apposito comparto contrattuale per queste categorie con collocazione immediata.

Firmato: Cisal.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Nell'ipotesi di contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2002-2005 la confederazione USAE dichiara di non condividere alcune scelte operate dall'agenzia Aran che si sono tradotte nel testo siglato. In particolare l'USAE non condivide: che all'art. 7 «Comparto del personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione» non sia inserito l'ENEA.

Al riguardo si ricorda che vi è stato un preciso impegno politico dei vertici dell'ente, contenuto nell'atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL ENEA 98-2001, al suo inserimento, per il successivo rinnovo contrattuale, nel contratto del comparto degli enti pubblici di ricerca (v. ultimo capoverso della prima pagina dell'atto di indirizzo ENEA).

Tale impegno politico è stato fatto proprio dal Governo attraverso l'approvazione del citato atto di indirizzo (intesa del Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il Ministro per la funzione pubblica il quale con lettera del 23 ottobre 2000 protocollo n. P. 558997007.515 ha sancito l'intesa richiesta ai sensi dell'art. 73, comma 5, del decreto legislativo n. 29/1993).

Inoltre è precisa anche l'indicazione contenuta nel decreto legislativo n. 36/1999 di riforma dell'ENEA che, richiedendo l'applicazione di tutto il decreto n. 29/1993 all'ENEA, rinvia alla norma di ridefinizione dei comparti l'inserimento dell'ENEA nel comparto ricerca.

Si richiede ora il rispetto del decreto legislativo n. 36/1999 e degli impegni presi nel citato atto di indirizzo con l'inserimento quindi dell'ENEA nel comparto della ricerca per la prossima contrattazione 2002-2005.

Da ultimo, a sostegno della richiesta di inserimento dell'ENEA nel comparto della ricerca, si inserisce l'approvazione definitiva del decreto-legge sulla dirigenza pubblica avvenuto alla Camera il giorno 19 giugno ed ora in via di pubblicazione. Infatti ai sensi dell'art. 7 comma 4 i ricercatori e tecnologi dell'ENEA, dalla data di entrata in vigore della legge, costituiscono un'area contrattuale della dirigenza unitamente ai ricercatori e tecnologi degli enti di ricerca del comparto.

L'inserimento dell'ultimo comma all'art. 8 relativo al Cisam e ciò in particolare per la carenza di una specifica definizione dei tempi e delle modalità di tale inserimento che appare incoerente con le scelte contrattuali operate - anche di recente - dall'ente.

La formulazione dell'art. 9, ed in particolare la cancellazione dell'inserimento nel comparto della Corte dei conti, del Consiglio di Stato e dell'Avvocatura di stato, così come risultava nella prima proposta dell'Aran. Cancellazione che peraltro comporta una particolare continuità e coincidenza di soggetti fra la trattativa per il CCNL nazionale di comparto e la trattativa integrativa nazionale del medesimo CCNL.

La formulazione dell'art. 13. In alcune aziende ospedaliere universitarie di cui alla lettera a) del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, infatti risulta essere inserito anche personale del comparto S.S.N.; conseguentemente anche la formulazione del comma 7 dell'art. 14 risulta riduttiva.

Si allega la dichiarazione concomitatamente alla sottoscrizione dell'ipotesi per sottolineare le differenti posizioni.

Firmato: USAE.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La decisione della RdB Pubblico impiego di sottoscrivere la presente «ipotesi di CCQ per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2002-2005», pur in presenza di numerose riserve, è ispirata essenzialmente dalla necessità di chiudere al più presto questo capitolo della contrattazione perchè propedeutico all'immediata apertura della fase negoziale per il rinnovo dei contratti di tutti i dipendenti pubblici.

La RdB P.I. intende sottolineare, però, la propria totale avversità alla definizione di aree, settori e sezioni separate di contrattazione che, minando l'unicità dei comparti, riconoscano le spinte corporative già in essere e ne alimentino di nuove spezzettando così in mille rivoli il mondo del lavoro pubblico a danno di tutti.

La RdB non sottoscrive la nota congiunta relativa al personale della Corte dei conti, dell'Avvocatura dello Stato e del Consiglio di Stato perchè, pur riconoscendo la specificità del ruolo, delle funzioni e delle competenze di detto personale, ritiene possano trovare idonea soluzione normativa ed economica nella collocazione data. In ogni caso la RdB ritiene, a tal proposito, che se la discussione in corso dovesse orientarsi verso la costituzione di un nuovo specifico comparto, tale soluzione non potrà che riguardare tutto il personale dipendente del settore Giustizia.

Per quanto riguarda, infine, la collocazione dei Vigili del fuoco, la RdB dichiara di voler mettere in campo ogni tipo di iniziative ed ogni forma di mobilitazione e di lotta per mantenere intatti i tratti essenziali della peculiare funzione sociale svolta dal Corpo nazionale al servizio del Paese nel ruolo precipuo di protezione civile.

In tal senso la RdB ritiene illegittima, perchè contraria alle procedure previste dal decreto legislativo n. 165/2001, e scellerata nel merito la ventilata ipotesi sostenuta da alcuni ambienti governativi di collocare i Vigili del fuoco nel comparto sicurezza perchè, oltre che irrobustire un pericoloso processo di militarizzazione della società, ne snaturerebbe le funzioni e le competenze a tutto danno del Paese e dei vigili stessi.

Firmato: RdB Pubblico Impiego.


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