DMS 23.03.23 - aallegato 1

  Allegato 1

(Decreto del Ministero della Salute, 23 marzo 2023)

Linee di indirizzo per la realizzazione dei progetti regionali finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea primaria cronica (ai sensi della legge 14 luglio 2020, n. 81)

 

Premessa

Il mal di testa, o cefalea, è un sintomo doloroso localizzato nella regione cranica che può presentarsi come un attacco isolato o con una manifestazione più ampia di disturbi.

L'International classification of headache disorders-3 (ICHD-3), nell'anno 2018, ha distinto le cefalee in quattordici tipologie differenti aventi ognuna numerose sottoclassi. I codici e le diagnosi dell'ICHD-3 sono riportati nell'allegata tabella 1.

In riferimento a tale classificazione le cefalee vengono principalmente distinte in cefalee primarie, che sono quelle condizioni in cui il mal di testa è il sintomo principale e non può essere attribuito ad una specifica causa nota, e in cefalee secondarie, che sono quelle condizioni in cui il mal di testa è attribuito a un insieme di disturbi specifici noti e temporalmente correlati ad esso.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), facendo riferimento alle valutazioni del Global burden disease, classifica la cefalea al secondo posto fra tutte le malattie che causano disabilità (GBD 2017) e come prima causa di disabilità in soggetti di età inferiore a cinquant'anni.

Tale patologia può determinare rilevanti perdite di produttività legate alla prolungata assenza dal lavoro dei soggetti malati e può rappresentare un fattore di rischio per altre patologie. Infatti, l'OMS ha riconosciuto la cefalea tra le patologie ad elevato impatto socio-sanitario (World health organization. The world health report 2001).

Secondo il parametro YLDs (Years lived with disability - anni vissuti con disabilità) la cefalea occupa il secondo posto, dopo la lombalgia, della classifica delle dieci malattie a più elevata disabilità nel mondo ed in Italia, per tutte le classi di età ed in entrambi i sessi (Vos et al., 2017).

La cefalea può essere pertanto ritenuta una malattia dolorosa e invalidante, i cui disturbi comportano, a chi ne è affetto, sofferenze personali, compromissione della qualità della vita e costi finanziari. I ripetuti attacchi di cefalea, spesso, danneggiano la vita familiare, sociale e lavorativa, possono predisporre l'individuo ad altre malattie, come per esempio, l'ansia e la depressione, che sono significativamente più comuni nelle persone con emicrania che negli individui sani.

I dati riportati dalla letteratura scientifica evidenziano che i disturbi della cefalea rappresentano un problema di salute pubblica data la disabilità associata e i costi finanziari per la società. Infatti, i disturbi del mal di testa sono più fastidiosi negli anni produttivi (dalla tarda adolescenza ai cinquant'anni) e le stime del loro costo finanziario per la società, principalmente dalle ore di lavoro perse e dalla ridotta produttività, sono considerevoli. L'OMS ha rilevato che nel Regno Unito, ad esempio, ogni anno si perdono circa 25 milioni di giornate lavorative o scolastiche a causa della sola emicrania.

Inoltre, secondo una indagine dell'OMS, è risultato che molti di coloro che soffrono di mal di testa non ricevono cure efficaci, ad esempio, negli Stati Uniti d'America e nel Regno Unito, solo la metà delle persone identificate con emicrania aveva visto un medico per motivi legati al mal di testa nei dodici mesi precedenti al sondaggio e solo due terzi avevano ricevuto una diagnosi corretta; la maggior parte dipendeva esclusivamente da farmaci da banco.

Infine, risulta che in tutto il mondo a un gran numero di persone che soffrono di mal di testa non viene diagnosticata e curata la malattia.

I disturbi della cefalea non sono riconosciuti dalla comunità come gravi poichè sono per lo più episodici, non causano la morte e non sono contagiosi. I bassi tassi di consultazione degli specialisti del settore nei Paesi sviluppati fanno pensare che molte persone colpite non sono consapevoli dell'esistenza di trattamenti efficaci.

L'Atlante delle cefalee, realizzato dall'OMS e da un'organizzazione benefica, Lifting the burden, nell'anno 2011, riporta che, nel mondo, in un anno il 50,5% di persone soffre di cefalea e di queste l'11,2% è colpito da emicrania, il 50% da cefalea tensiva, il 3-4% da cefalea da abuso di farmaci e il resto da altre cefalee. In particolare, in Europa, in ogni momento 1 milione di persone ha un attacco di emicrania, e in un anno si perdono 190 milioni di giornate di lavoro per questo motivo. Sempre secondo l'Atlante, il costo di un paziente con emicrania all'anno è di 1.177 euro, di 300 euro quello con cefalea tensiva e di 3.444 euro quello con cefalea da abuso di farmaci. Studi recenti dimostrano che la cefalea primaria va incontro a peggioramento a seguito di malattia da coronavirus (COVID-19) e si manifesta de novo post-infezione in soggetti che prima non ne soffrivano.

 

Linee di indirizzo per i progetti regionali

Il presente documento tecnico rappresenta, per le regioni, un utile strumento per pianificare ed attivare i progetti finalizzati a sperimentare nuovi metodi di presa in carico delle persone affette dalla cefalea primaria cronica nelle forme riportate nella seguente tabella.

Tali progetti sono quindi rivolti a pazienti con cefalea primaria cronica, diagnosticata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e cura delle cefalee che ne attesti l'effetto invalidante.

Le regioni sono invitate a sviluppare dei progetti, secondo la scheda di progetto riportata di seguito, volti a migliorare la presa in carico delle persone affette dalle sopra citate forme di cefalea prima cronica al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

avviare/implementare, a livello regionale, dei modelli innovativi di presa in carico dei pazienti mediante lo sviluppo di percorsi integrati di diagnosi e cura al fine di strutturare una rete di collaborazione tra i diversi professionisti (specialista del centro cefalea di II livello, specialista ambulatoriale, medico di medicina generale, medici di pronto soccorso, etc.);

prevedere/implementare il coinvolgimento di specialisti di altre discipline da inserire nel percorso di cura in relazione alle necessità del paziente (Medici ginecologi, Psicologi, etc.);

realizzare specifici corsi di formazione per il personale sanitario;

promuovere gli eventi di informazione e di orientamento per i cittadini;

sostenere la ricerca del settore.

Le regioni possono conseguire, con i propri progetti, uno o più dei seguenti risultati:

garantire l'equità di accesso alle cure;

assicurare un accesso tempestivo al percorso di cura;

sviluppare specifici percorsi di qualità e appropriatezza per la presa in carico dei pazienti;

costruire una rete regionale della patologia che si interfacci con i diversi percorsi diagnostici terapeutici regionali e con le reti per la cefalea delle altre regioni;

potenziare l'interazione fra i diversi professionisti;

omogeneizzare e standardizzare i comportamenti professionali;

sviluppare un'adeguata informazione e un'efficace comunicazione con i cittadini;

migliorare la conoscenza della patologia cefalalgica sugli aspetti diagnostici, terapeutici e di presa in carico dei pazienti, nonchè sul quadro epidemiologico;

promuovere la collaborazione tra istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e tutte le altre figure coinvolte;

ridurre l'impatto economico nell'ambito sanitario e sociale.

La scheda di progetto, compilata in ogni campo, viene trasmessa, con delibera o atto equivalente di approvazione, al Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria, entro e non oltre il 31 dicembre 2023.

Le attività progettuali dovranno concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2024.

Entro il 31 gennaio 2025, le regioni sono tenute a trasmettere al Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria, con delibera o atto equivalente di approvazione, una relazione sui risultati raggiunti, compilando tutti i campi della scheda dei risultati raggiunti, riportata di seguito. In particolare è necessario:

indicare le risorse finanziarie utilizzate per realizzare il progetto, specificando se la regione ha aggiunto risorse proprie;

descrivere il contesto di riferimento e di esperienze esistenti a livello regionale, riportare i principali dati epidemiologici e le tipologie di assistenza/servizi già presenti prima dell'inizio del progetto;

rilevare, per ciascun obiettivo del progetto, il valore numerico relativo agli indicatori di risultato previsti;

indicare un'eventuale sostenibilità del progetto, indicando se la regione proseguirà le attività intraprese a chiusura del progetto con proprie risorse;

specificare in quale altra realtà o contesto potrebbe essere trasferibile o replicabile il progetto o parte di esso;

individuare le più rilevanti criticità affrontate e le soluzioni adottate.

 

Modalità di trasmissione dei progetti

Le regioni presentano la deliberazione di giunta regionale o atto equivalente che approva il progetto, entro e non oltre il 31 dicembre 2023, al Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria, via posta certificata (dgprog@postacert.sanita.it).

Il progetto viene elaborato dalle regioni in coerenza con la «scheda di progetto» di seguito riportata.

Il Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria, valuta i progetti e chiede, se necessario, integrazioni o chiarimenti. Pertanto, i progetti sono considerati approvati se non vengono richieste integrazioni o chiarimenti entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della documentazione.

I progetti regionali dovranno essere conclusi entro e non oltre il 31 dicembre 2024.

Le regioni, entro trentuno giorni dalla conclusione delle attività progettuali (31 gennaio 2025), trasmettono, al Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria (dgprog@postacert.sanita.it), una relazione illustrativa delle attività messe in atto e la «scheda dei risultati raggiunti», riportata di seguito.

Il Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria, effettua la valutazione finale dei risultati conseguiti sulla base delle relazioni e delle schede dei risultati presentate dalle regioni, con facoltà di richiedere integrazioni e chiarimenti.

 

Tabella 1: Classificazione delle cefalee - International classification of headache disorders-3 (ICHD3), anno 2018. (viene messo a disposizione, in un unico file PDF, il documento non autentico - l'unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza -, scaricato gratuitamente dal sito della Gazzetta Ufficiale)

 

Scheda di progetto

 

Scheda dei risultati raggiunti