(Determina dell'Agenzia Italiana del Farmaco, 21 aprile 2026)
Inserimento, in accordo all'art. 12, comma 5, della legge n. 189/2012, in apposita sezione (denominata classe C (nn)) dedicata ai farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità nelle more della presentazione da parte dell'azienda interessata di una domanda di diversa classificazione. Le informazioni riportate costituiscono un estratto degli allegati alle decisioni della Commissione europea relative all'autorizzazione all'immissione in commercio dei farmaci. Si rimanda quindi alla versione integrale di tali documenti.
KISUNLA,
Codice ATC - principio attivo: N06DX05 donanemab;
Titolare: Eli Lilly Nederland B.V;
Cod. procedura EMEA/H/C/006024/0000;
GUUE 23 ottobre 2025.
Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalità di segnalazione delle reazioni avverse.
Indicazioni terapeutiche
Donanemab è indicato per il trattamento di pazienti adulti con una diagnosi
clinica di disturbo cognitivo lieve e demenza lieve dovuti alla malattia di
Alzheimer (malattia di Alzheimer sintomatica in fase iniziale) che sono
eterozigoti per l'apolipoproteina E ε4 (ApoE ε4) o non portatori, con
patologia amiloide confermata (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione
Il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nella diagnosi e
nel trattamento della malattia di Alzheimer (Alzheimer's disease, AD) con
accesso tempestivo alla risonanza magnetica (Magnetic resonance imaging,
MRI). Donanemab deve essere somministrato sotto la supervisione di un team
multidisciplinare formato nell'individuazione, nel monitoraggio e nella
gestione delle anomalie di imaging correlate all'amiloide (Amyloid-related
imaging abnormalities, ARIA) ed esperto nell'individuazione e nella gestione
delle reazioni correlate all'infusione (Infusion Related Reactions, IRR).
I pazienti trattati con donanemab devono ricevere la scheda per il paziente
ed essere informati sui rischi di donanemab (vedere anche il foglio
illustrativo).
Test per ApoE ε4
Il genotipo ApoE ε4 deve essere valutato mediante un test diagnostico in
vitro (In Vitro Diagnostic, IVD) con marchio CE e atto allo scopo specifico.
Se un IVD con marchio CE non è disponibile, è necessario utilizzare un test
alternativo validato (vedere paragrafo 5.1).
Prima di iniziare il trattamento con donanemab, deve essere eseguito il test
per determinare lo stato ApoE ε4 per acquisire informazioni sul rischio di
sviluppare ARIA (vedere paragrafi 4.1 e 4.4). Prima di eseguire il test, i
pazienti devono essere adeguatamente informati e deve essere raccolto il
consenso secondo le linee guida nazionali o locali, ove applicabili.
Donanemab è solo per uso endovenoso. Ogni flaconcino è esclusivamente
monouso. La soluzione diluita deve essere somministrata in un periodo di
almeno trenta minuti. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione
dopo l'infusione per un minimo di trenta minuti. Per le istruzioni sulla
diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo
6.6.
Confezioni autorizzate:
EU/1/25/1926/001 A.I.C.: 052446010 /E In base 32: 1L0JTU - 350 mg -
Concentrato per soluzione per infusione - Uso endovenoso - Flaconcino
(vetro) 20 mL (17,5 mg/mL) - 1 flaconcino;
EU/1/25/1926/002 A.I.C.: 052446022 /E In base 32: 1L0JU6 - 350 mg -
Concentrato per soluzione per infusione - Uso endovenoso - Flaconcino
(vetro) 20 mL (17,5 mg/mL) - 2 (2 x 1) flaconcini (confezione multipla).
Altre condizioni e requisiti dell'autorizzazione
all'immissione in commercio
Rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza (PSUR):
I requisiti per la presentazione dei PSUR per questo medicinale sono definiti
nell'elenco delle date di riferimento per l'Unione europea (elenco EURD) di cui
all'art. 107-quater, paragrafo 7, della direttiva 2001/83/CE e successive
modifiche, pubblicato sul sito web dell'Agenzia europea dei medicinali.
Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve presentare il
primo PSUR per questo medicinale entro sei mesi successivi all'autorizzazione.
Condizioni o limitazioni per quanto riguarda l'uso sicuro ed efficace del
medicinale
Piano di gestione del rischio (RMP):
Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve effettuare le
attività e le azioni di farmacovigilanza richieste e dettagliate nel RMP
approvato e presentato nel modulo 1.8.2 dell'autorizzazione all'immissione in
commercio e in ogni successivo aggiornamento approvato del RMP.
Il RMP aggiornato deve essere presentato:
su richiesta dell'Agenzia europea dei medicinali;
ogni volta che il sistema di gestione del rischio è modificato, in particolare a
seguito del ricevimento di nuove informazioni che possono portare a un
cambiamento significativo del profilo beneficio/rischio o a seguito del
raggiungimento di un importante obiettivo (di farmacovigilanza o di
minimizzazione del rischio);
Misure aggiuntive di minimizzazione del rischio: prima del lancio di «Kisunla»
in ogni Stato membro, il titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio deve concordare con l'Autorità nazionale competente il contenuto e il
formato del programma educazionale, compresi i mezzi di comunicazione, le
modalità di distribuzione e qualsiasi altro aspetto. Il titolare
dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve inoltre concordare i
dettagli del programma di accesso controllato (Controlled Access Program, CAP).
Il programma di accesso controllato ha lo scopo di promuovere l'uso sicuro ed
efficace di donanemab confermando la corretta selezione dei pazienti in base
all'indicazione o alla diagnosi pertinente, al profilo genetico e alla
disponibilità della risonanza magnetica. Tutti i pazienti saranno registrati nel
sistema di registrazione CAP prima dell'inizio del trattamento con donanemab.
Il materiale educazionale ha lo scopo di educare gli operatori sanitari e i
pazienti/caregiver sul potenziale e sui fattori di rischio per lo sviluppo di
ARIA (-E/-H), inclusi segni, sintomi e gestione.
Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve assicurare che
in ogni Stato membro in cui «Kisunla» è commercializzato, prima del lancio e
dopo il lancio, tutti gli operatori sanitari e i pazienti/caregiver che si
prevede prescriveranno/riceveranno «Kisunla» abbiano accesso/abbiano ricevuto i
seguenti materiali educazionali:
materiali educazionali per gli operatori sanitari
scheda per il paziente
Materiale educazionale per gli operatori sanitari: il materiale educazionale per
i medici prescrittori e i radiologi deve contenere una guida per gli operatori
sanitari e una checklist per i medici prescrittori, che includa i seguenti
elementi chiave:
Guida per gli operatori sanitari:
informazioni sulle condizioni del CAP di donanemab. Il trattamento con donanemab
deve essere somministrato sotto la supervisione di un'equipe multidisciplinare
formata per il monitoraggio e per la gestione di ARIA e con esperienza
nell'individuazione e nella gestione delle reazioni correlate all'infusione per
garantire un'adeguata gestione dei pazienti trattati con donanemab;
l'uso di donanemab può causare ARIA (-E o -H) e i pazienti devono essere
avvertiti di consultare immediatamente un medico se compaiono segni o sintomi
che suggeriscono ARIA;
i sintomi di ARIA possono includere, a titolo esemplificativo ma non esaustivo,
mal di testa, vomito, instabilità, capogiro, tremore, confusione, disturbi
visivi, disturbi del linguaggio, peggioramento della funzione cognitiva,
alterazione della coscienza e crisi convulsive, e possono mimare l'ictus o
sintomi simili all'ictus;
ARIA -E e -H possono essere classificate come lievi, moderate o severe in base
alla risonanza magnetica e come sintomatiche o asintomatiche in base ai sintomi
clinici. La maggior parte delle reazioni di ARIA gravi si è verificata entro 12
settimane dall'inizio del trattamento. In caso di ARIA-E può essere preso in
considerazione un trattamento standard di supporto, compresi i corticosteroidi;
i fattori di rischio per ARIA-E o -H includono microemorragia cerebrale
pre-trattamento, siderosi superficiale e lo status di portatore di ApoE ε4 (per
gli omozigoti maggiore rispetto agli eterozigoti) rispetto ai non portatori.
Donanemab è indicato nei pazienti eterozigoti o non portatori di APOE ε4;
il test per lo status di portatore di ApoE ε4 è obbligatorio prima di iniziare
il trattamento con donanemab per avere informazioni sul rischio di sviluppare
ARIA;
il trattamento con donanemab deve essere iniziato o continuato secondo le
indicazioni e le controindicazioni descritte rispettivamente nei paragrafi 4.1 e
4.3 del RCP;
devono essere seguite le raccomandazioni sulla somministrazione e
sull'interruzione del trattamento nei pazienti con ARIA-E e ARIA-H come
descritto nel paragrafo 4.2 del RCP;
eventi di ARIA-H ed emorragia intracerebrale superiore a 1 cm sono stati
riportati in pazienti in trattamento con donanemab. Si deve usare cautela quando
si prende in considerazione la somministrazione di antitrombotici o di un agente
trombolitico a un paziente in trattamento con donanemab poichè questo può
aumentare il rischio di sanguinamento nel cervello come descritto nel paragrafo
4.4 del RCP;
il trattamento con donanemab non deve essere iniziato in pazienti sottoposti ad
una terapia anticoagulante in corso;
le ARIA devono essere prese in considerazione nella diagnosi differenziale dei
pazienti che presentano sintomi simili all'ictus;
le ARIA possono causare deficit neurologici focali simili a quelli osservati in
un ictus ischemico. I medici che trattano l'ictus ischemico devono considerare
se tali sintomi possano essere dovuti ad ARIA prima di somministrare la terapia
trombolitica a un paziente in trattamento con donanemab. La risonanza magnetica
o l'identificazione dell'occlusione vascolare possono contribuire a stabilire
che l'eziologia sia dovuta ad ictus ischemico piuttosto che ad ARIA e fornire
indicazioni sull'uso di trombolitici o di trombectomia quando appropriato;
lo scopo e l'uso della scheda per il paziente, compresa
l'importanza di portare sempre con sè la scheda e di fornirla agli operatori
sanitari in situazioni di emergenza;
Checklist per il medico prescrittore:
Prima dell'inizio del trattamento:
l'inizio del trattamento con donanemab in tutti i pazienti deve registrato nel
«Sistema di registrazione EU CAP» implementato come parte di un programma di
accesso controllato;
il test sullo status di portatore ApoE ε4 è obbligatorio per avere informazioni
sul rischio di sviluppare ARIA. L'uso di donanemab nei pazienti portatori
omozigoti di ApoE ε4 non è indicato (vedere paragrafo 4.1 del RCP);
i pazienti trattati con donanemab devono ricevere la scheda per il paziente ed
essere informati sui rischi di questo medicinale;
la presenza di patologia beta-amiloide e una diagnosi clinica di decadimento
cognitivo lieve dovuto ad AD o demenza lieve da AD devono essere confermate
prima di iniziare il trattamento con donanemab;
una risonanza magnetica deve essere eseguita al basale (entro 6 mesi prima di
iniziare il trattamento) per i fattori di rischio di ARIA, tra cui la presenza
di microemorragia cerebrale e siderosi superficiale. L'uso di donanemab nei
pazienti con microemorragie > 4 o siderosi superficiale è controindicato;
il trattamento con donanemab non deve essere iniziato secondo le
controindicazioni descritte nel paragrafo 4.3 del RCP.
Monitoraggio durante il trattamento:
il trattamento deve essere proseguito fino all'eliminazione delle placche
amiloidi (ad es. a sei o dodici mesi, vedere paragrafo 5.1 del RCP) confermata
utilizzando un metodo convalidato. La durata massima del trattamento è di
diciotto mesi, che non deve essere superata anche se la clearance della placca
non è confermata;
una risonanza magnetica deve essere eseguita prima della seconda dose, prima
della terza dose, prima della quarta dose e prima della settima dose. Deve
essere eseguita un'ulteriore risonanza magnetica a un anno di trattamento (prima
della dodicesima dose) nei pazienti con fattori di rischio per ARIA come gli
eterozigoti ApoE ε4 e pazienti con precedenti eventi di ARIA nelle prime fasi di
trattamento;
in caso di ARIA, seguire le raccomandazioni per le interruzioni della
somministrazione descritte nel paragrafo 4.2 del RCP. Se si verificano sintomi
di ARIA, è indicata un'ulteriore risonanza magnetica. Una risonanza magnetica di
follow-up deve essere eseguita per valutare la risoluzione (ARIA-E) o la
stabilizzazione (ARIA-H) da 2 a 4 mesi dopo l'identificazione iniziale;
in caso di ARIA-E può essere preso in considerazione un trattamento standard di
supporto, compresi i corticosteroidi;
la ripresa della somministrazione o l'interruzione permanente dopo la
risoluzione di ARIA-E e la stabilizzazione di ARIA-H devono essere guidate dal
giudizio clinico, compresa la rivalutazione dei fattori di rischio;
donanemab deve essere interrotto definitivamente dopo grave ARIA-E, grave
ARIA-H, emorragia intracerebrale superiore a 1 cm o eventi di ARIA ricorrenti
sintomatici o radiograficamente moderati o severi.
Scheda per il paziente:
elementi chiave rivolti al paziente/caregiver:
la scheda per il paziente deve essere sempre tenuta con sè dal paziente/caregiver
e deve essere condivisa con altri operatori sanitari coinvolti nel trattamento,
comprese le situazioni di emergenza;
il trattamento con donanemab può causare anomalie di imaging correlate
all'amiloide (ARIA);
i sintomi di ARIA possono includere mal di testa, confusione, capogiro,
alterazioni della vista, nausea, afasia, debolezza o convulsioni;
i pazienti devono consultare un medico o chiedere consiglio se si verificano
sintomi di ARIA;
dati di contatto di emergenza del familiare o del caregiver;
dati di contatto del medico prescrittore.
elementi chiave rivolti agli operatori sanitari coinvolti nel trattamento del
paziente:
ARIA (rilevata dalla risonanza magnetica) può causare deficit neurologici focali
simili a quelli osservati in un ictus ischemico. Poichè le ARIA si verificano
più comunemente nei primi sei mesi di trattamento con donanemab, i medici che
trattano l'ictus ischemico devono considerare se tali sintomi possono essere
dovuti ad ARIA prima di somministrare una terapia trombolitica in un paziente in
trattamento con donanemab (per ulteriori dettagli, vedere il paragrafo 4.4 del
RCP di «Kisunla» ARIA e Trattamento antitrombotico concomitante).
Programma di accesso controllato
Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve concordare i
dettagli di un programma di accesso controllato con ciascuna autorità nazionale
competente e deve attuare tale programma a livello nazionale per garantire che
un Programma di accesso controllato (CAP) promuova l'uso sicuro ed efficace di
donanemab.
Il programma di accesso controllato comprende i seguenti principi chiave che
saranno incorporati in ciascun sistema in tutti gli Stati membri. Questi sono:
1) limitazione dell'accesso a donanemab a centri preselezionati e
2) attuazione di un sistema di registrazione per assistere gli operatori
sanitari
i. nella valutazione dell'eleggibilità del paziente,
ii. nel fornire un rapido riferimento ai materiali educazionali, e
iii. nel confermare l'aderenza ai materiali.
Il CAP consente la preselezione dei centri con i criteri richiesti, dei medici
prescrittori in grado di valutare l'eleggibilità per donanemab, l'accesso a un
metodo convalidato per valutare la patologia amiloide cerebrale, l'accesso alle
infusioni endovenose, l'accesso alla risonanza magnetica [programmata e non
programmata] per monitorare ARIA e l'accesso ai test ApoE ε4. Seguirà la
distribuzione del medicinale alle farmacie di questi centri selezionati con
medici prescrittori affiliati, che hanno ricevuto materiale educazionale per gli
operatori sanitari sul trattamento con donanemab. I medici prescrittori
all'interno di questi centri, prima che un paziente riceva donanemab,
utilizzeranno il sistema di registrazione per
attestare di aver ricevuto e compreso la guida educativa per gli operatori
sanitari richiesta,
confermare che il paziente (anonimizzato) soddisfi i criteri di eleggibilità
richiesti secondo l'etichettatura,
e verificare che il paziente sia stato informato in merito ai rischi di
donanemab e che gli sia stata fornita la scheda per il paziente.
obbligo di condurre attività post-autorizzative
Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve completare,
entro la tempistica stabilita, le seguenti attività:
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Descrizione/p> |
Tempistica |
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Registro di sicurezza per la caratterizzazione di ARIA nei pazienti trattati con donanemab Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio deve eseguire uno studio osservazionale di, registro per fornire dati sulla sicurezza di donanemab nella pratica di routine, con particolare attenzione alla caratterizzazione dell'incidenza e della gravità di ARIA sintomatiche (obiettivo primario) e di ARIA asintomatiche (obiettivo secondario). I pazienti con eventi di ARIA saranno seguiti per valutare gli interventi e le tempistiche di risoluzione (ARIA-E), o di stabilizzazione (ARIA-H), nonchè gli esiti cognitivi a lungo termine e l'impatto sulla progressione della malattia. Inoltre, verrà descritta l'incidenza di eventi di ipersensibilità ed emorragia intracranica. L'emorragia intracranica sarà valutata anche nel sottogruppo di pazienti che ricevono una terapia antitrombotica o trombolitica concomitante. |
Rapporto finale: 31 dicembre 2031 |
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Studio secondario su database per caratterizzare i pazienti trattati con donanemab Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio eseguirà uno studio di coorte osservazionale utilizzando database secondari volto a fornire dati su donanemab nella pratica di routine. L'obiettivo di questo studio è la caratterizzazione dell'incidenza degli eventi di ipersensibilità e degli eventi di emorragia intracranica, la descrizione dell'utilizzo di donanemab e la valutazione di misure come la ricezione della risonanza magnetica, la popolazione di pazienti trattati e i paradigmi di dosaggio per supportare la valutazione dell'efficacia delle misure di minimizzazione del rischio. |
Rapporto finale: 31 dicembre 2030 |
Regime di fornitura: medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili (OSP).