Lombardia - Legge 2/04 - articolo 1: Modifiche alla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali)

Articolo 1 - Modifiche alla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali)

(Regione Lombardia - legge n° 2, 16 febbraio 2004)

1. Alla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali) sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 dell'Art. 1, dopo le parole: «la Regione» è aggiunto il seguente periodo: «, riconoscendo la piena parità dei diritti e dei doveri tra soggetti erogatori a contratto a carica del servizio sanitario regionale, »;

b) dopo il comma 7 dell'Art. 2 sono inseriti i seguenti:

«7-bis. La direzione generale sanità, in situazioni di particolare rilevanza ed impatto sul sistema sanitario regionale, può procedere ad effettuare le attività di controllo sulle strutture e sulle attività di cui ai comma 7, avvalendosi direttamente del personale e delle risorse delle aziende sanitarie regionali.

7-ter. L'attivazione del controllo eccezionale di cui al comma 7-bis, nonchè gli esiti di tale attività, sono comunicati dalla direzione generale sanità ai direttori delle aziende sanitarie interessate, anche ai fini dell'assunzione dei provvedimenti di rispettiva competenza.»;

c) i commi 1 e 2 dell'Art. 3 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Le aziende ospedaliere definite di rilievo nazionale e già costituite alla data del 1° gennaio 1998 conservano la loro natura giuridica. Conservano altresì la loro natura giuridica di aziende ospedaliere di interesse regionale quelle già costituite alla data del 31 dicembre 2003.

2. Il Consiglio regionale può costituire, modificare o estinguere aziende ospedaliere di interesse regionale sulla base della sussistenza o meno dei seguenti requisiti:

a) organizzazione dipartimentale;

b) adozione dei sistemi di contabilità economico patrimoniale dei centri di costo secondo le modalità stabilite dalla giunta regionale;

c) disponibilità del patrimonio adeguato allo scopo di svolgere le attività istituzionali;

d) dopo il comma 2, dell'Art. 3 è inserito il seguente:

«2-bis. Ai fini di cui al comma 2, si tiene conto dei seguenti criteri:

a) indici di funzionalità del singolo presidio o dei diversi presidi dell'azienda ospedaliera in termini quantitativi e qualitativi;

b) indici di attrazione e dispersione per territorio di riferimento, con attenzione ai processi di qualità avanzata;

c) collocazione geografica del presidio e della struttura sanitaria con riferimento a ottimali criteri di accesso dell'utenza;

d) valore aggiunto per la riqualificazione della rete ospedaliera.»;

e) dopo l'Art. 3 è inserito il seguente:

«Art. 3-bis (Trasferimenti). - 1. Il consiglio regionale può trasferire agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico risultanti dalle trasformazioni di cui all'Art. 42 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 (disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione), le proprie aziende ospedaliere, in tutto o in parte.

2. Ai trasferimenti si applicano l'Art. 3, commi 1 e 2, della presente legge e l'Art. 5, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421).»;

f) i commi 1 e 2 dell'Art. 5 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Nel rispetto dei propri fini istituzionali, nonchè dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione vigente, la Regione, acquisito il parere dei rettori delle università, sulla base di linee guida regionali, stipula appositi protocolli con le singole università con sede sul territorio regionale;

2. I protocolli sono definiti dalla giunta regionale e finalizzati a definire l'apporto delle facoltà di medicina e chirurgia alle attività assistenziali, presso i soggetti pubblici e privati accreditati del territorio regionale nel pieno rispetto dei principi di programmazione sanitaria regionale e dei principi sanciti nella carta dei diritti sanitari del cittadino, approvata con decreto del presidente del consiglio dei ministri 19 maggio 1995 (Schema generale di riferimento della carta dei servizi pubblici sanitari).»;

g) al comma 3 dell'Art. 12 le parole «fino al raggiungimento degli indici programmatori definiti dalla normativa nazionale e regionale ad avvenuta approvazione del piano socio sanitario regionale» sono sostituite dalle parole «nel rispetto degli indici programmatori definiti dal piano socio sanitario regionale in coerenza con la normativa nazionale e regionale»;

h) dopo il comma 5 dell'Art. 12 è inserito il seguente:

«5-bis. La giunta regionale verifica annualmente, sulla base dei rapporti instaurati ai sensi del comma 5, il mantenimento degli indici programmatori di fabbisogno sanitario.».


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