Basilicata - Legge 35/17 - articolo 4: Strutture e Attrezzature

  Articolo 4 - Strutture e Attrezzature

(Regione Basilicata - Legge regionale n. 35, 6 dicembre 2017)

1. Gli IAA possono essere erogati sia presso centri specializzati che presso altre strutture pubbliche o private che, oltre ad essere in regola con tutte le norme vigenti (amministrative, edilizie, sanitarie, etc.), rispondono a precisi requisiti strutturali e gestionali correlati alla tipologia di intervento erogato e alla specie animale impiegata. Inoltre, requisiti specifici sono richiesti in relazione alla presenza di animali residenziali e al loro numero.

2. I centri specializzati sono strutture in possesso di nulla osta, rilasciato dalle Autorità sanitarie territorialmente competenti in conformità alla normativa vigente, per l'erogazione di TAA/EAA sulla base dei requisiti previsti dalla presente legge; in relazione alla presenza degli animali, si distinguono in:

a) centri specializzati con animali residenziali;

b) centri specializzati con animali non residenziali.

3. I centri specializzati devono prevedere almeno i seguenti requisiti strutturali:

a) accessi differenziati per i pazienti/utenti e per gli animali;

b) area di attesa per i pazienti/utenti, dotata di servizi igienici;

c) area/e per l'erogazione degli interventi;

d) locali e servizi igienici per gli operatori;

e) locale o area per familiari e accompagnatori;

f) aree di riposo e di igiene per gli animali;

g) locale ad uso infermeria veterinaria;

h) eventuali ulteriori aree o locali in base alla specificità dell'attività e della specie animale impiegata.

4. I centri che ospitano animali residenziali devono anche essere provvisti di ricoveri e adeguate aree per l'ospitalità permanente degli animali.

5. L'area per l'erogazione degli interventi deve essere:

a) di dimensioni adeguate e separata o separabile al fine di evitare interferenza con eventuali altre attività svolte;

b) dotata al suo interno o nelle immediate vicinanze di lavandino con acqua corrente, corredato di detergenti per mani e adeguati sistemi di asciugatura;

c) dotata di attrezzature specifiche individuate dall'equipe in relazione al tipo di intervento erogato e agli animali impiegati;

d) se esterna, adeguatamente recintata con fondo sufficientemente drenante e morbido, facilmente ispezionabile e tale da rendere agevole la rimozione delle deiezioni o altri materiali estranei;

e) se al chiuso, dotata di adeguate finestre o di uno o più impianti in grado di assicurare sufficiente ricambio d'aria e illuminazione nonchè di sistemi di controllo delle condizioni ambientali; il pavimento deve essere antiscivolo, lavabile e disinfettabile o sanificabile; inoltre, sono utili pareti a specchio unidirezionale per l'osservazione delle attività e sistemi di videoregistrazione al fine di approfondire la valutazione dell'intervento o per incrementare le opportunità formative.

6. Le aree per l'erogazione degli interventi nella riabilitazione equestre devono essere:

a) un campo (cavallerizza) di dimensione di almeno 20 x 40 metri adeguatamente recintato con fondo in sabbia sufficientemente drenante e morbido;

b) un campo (cavallerizza) coperto di dimensioni di almeno 15 x 20 metri con fondo in sabbia sufficientemente drenante e morbido, dotata di adeguate finestre o di uno o più impianti in grado di assicurare sufficiente ricambio d'aria e illuminazione;

c) tre box per ospitare per ognuno un cavallo adibito alla RE;

d) un tondino di addestramento di diametro di 16/18 metri;

e) almeno un paddock per il pascolo libero dei cavalli;

f) un locale living adeguatamente attrezzato e confortevole per l'accoglienza dei pazienti/utenti e dei loro familiari o accompagnatori, dotato di servizi igienici accessibile ai disabili in base alle norme vigenti;

g) uno spogliatoio per uomini e donne;

h) un locale per l'infermeria;

i) una selleria per il deposito delle attrezzature.

7. L'attrezzatura minima per l'erogazione degli interventi nella riabilitazione equestre deve essere:

a) selle inglesi normali;

b) sella inglese da ippoterapia con maniglie estraibili;

c) fascione a due maniglie;

d) pedana o scivolo per la salita a cavallo;

e) parco ostacoli e materiale didattico (coni, palline colorate, aste ecc.).

8. I ricoveri e gli spazi che ospitano gli animali, nei centri con animali residenziali, devono essere:

a) adeguatamente isolati al fine di garantire il riposo agli animali;

b) sufficientemente ampi e confortevoli in relazione alle caratteristiche fisiologiche ed etologiche della specie ospitata e al numero dei soggetti presenti;

c) provvisti di ripari adeguati e sufficienti rispetto al numero e dimensioni degli animali presenti;

d) tali da consentire l'esercizio fisico, la socializzazione, l'interazione sociale o la possibilità di isolamento in relazione alle caratteristiche specie-specifiche e al periodo fisiologico dei singoli animali;

e) provvisti di mangiatoie e abbeveratoi idonei e in numero sufficiente rispetto agli animali ospitati; devono, altresì, rispondere almeno ai requisiti strutturali previsti da eventuali disposizioni normative specifiche; inoltre il servizio veterinario ufficiale territorialmente competente può impartire apposite prescrizioni per garantire le condizioni di benessere animale.

9. Requisiti gestionali.

La gestione dei centri è di fondamentale importanza ai fini della corretta erogazione degli IAA e del raggiungimento degli obiettivi; chiunque intenda attivare un centro specializzato di TAA/EAA deve stabilire procedure operative e di emergenza, compiti e responsabilità di ciascun addetto; nei centri devono essere almeno individuate le seguenti figure:

a) rappresentante legale;

b) in caso di TAA, direttore sanitario, tale figura può coincidere con il rappresentante legale;

c) in caso di EAA, responsabile del centro, tale figura può coincidere con il rappresentante legale;

d) figure professionali, sanitarie e non, e operatori formati in numero adeguato in relazione ai progetti.

10. Nei centri in cui sono presenti animali residenziali, in considerazione della presenza permanente degli stessi, devono essere individuate, inoltre, le seguenti figure:

a) direttore sanitario veterinario, che può coincidere con il medico veterinario esperto in IAA;

b) responsabile del benessere animale;

c) operatori adeguatamente formati per accudire gli animali in numero sufficiente in relazione al numero degli ospiti.

11. Gli IAA possono essere svolti anche presso strutture non specializzate di vario tipo e, nell'ambito di programmi di assistenza domiciliare integrata, presso il domicilio dell'utente. Tali strutture possono essere di tipo sanitario (ospedali, poliambulatori, studi professionali, etc.), sociale e sociosanitario residenziale e diurno (case di riposo, istituti di accoglienza per minori, case famiglia, istituti di pena, etc.), educativo (istituti scolastici centri educativi, ecc.), ricreativo (maneggi, ecc.) aziende agricole; le strutture presso le quali sono erogate TAA e quelle che erogano EAA con animali residenziali devono essere in possesso di nulla osta, rilasciato dalle Autorità sanitarie territorialmente competenti in conformità alla normativa vigente e sulla base dei criteri sotto riportati.

12. Nelle strutture che non ospitano gli animali in maniera permanente particolare attenzione deve essere data alle procedure operative volte a garantire la tutela sanitaria e la sicurezza degli utenti nonchè la tutela della salute e del benessere degli animali impiegati, e si deve tener conto, per quanto possibile, dei requisiti relativi alle aree per l'erogazione degli interventi previsti dal comma 5.

13. Se le strutture non specializzate che ospitano animali residenziali devono essere provviste di ricoveri e adeguate aree per l'ospitalità degli animali e soddisfare i requisiti gestionali indicati per i centri specializzati con animali residenziali.


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