Friuli - Decreto Presidente Regione 283/17 - allegato

  Allegato

(Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia - Decreto del Presidente della Regione n. 283, 18 dicembre 2017)

Regolamento per il rilascio dell'autorizzazione e dell'accreditamento istituzionale alle strutture residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze in attuazione degli articoli 48 e 49 della legge regionale 16 ottobre 2014, n. 17 (Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria).

 

(Omissis).

 

Art. 1. Oggetto

1. Ai sensi degli articoli 48 e 49 della legge regionale 16 ottobre 2014, n. 17 (Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria) il presente regolamento disciplina il procedimento e i requisiti per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività residenziale e semiresidenziale per la terapia riabilitativa delle dipendenze, nonchè per il rilascio dell'accreditamento istituzionale.

 

Art. 2. Ambito di applicazione e tipologie di strutture

1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano alle strutture residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze per il rilascio dell'autorizzazione e dell'accreditamento istituzionale.

2. Le strutture di cui al comma 1 si differenziano in base ai livelli di intensità assistenziale individuati nell'allegato A.

 

Art. 3. Soggetti competenti

1. L'autorizzazione alla costruzione, adattamento, trasformazione, ampliamento e trasferimento delle strutture residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze è rilasciata dal comune competente per territorio.

2. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività residenziale e semiresidenziale per la terapia riabilitativa delle dipendenze per le strutture private è rilasciata dalle aziende per l'assistenza sanitaria o dalle aziende sanitarie universitarie integrate competenti per territorio, di seguito aziende sanitarie.

3. L'accreditamento istituzionale delle strutture private è rilasciato dalla Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria, politiche sociali e famiglia, competente in materia sanitaria, dell'amministrazione regionale, di seguito in breve Direzione centrale.

4. L'autorizzazione all'esercizio e l'accreditamento istituzionale delle strutture pubbliche, afferenti alle aziende sanitarie, sono rilasciati dalla Direzione centrale, nell'ambito di un procedimento congiunto di valutazione dei requisiti di cui agli allegati 1 e 4 del presente regolamento.

5. Nell'esercizio delle proprie competenze in materia di autorizzazione e di accreditamento la Direzione centrale si avvale, anche per l'effettuazione di sopralluoghi, di professionisti denominati valutatori in conformità a quanto previsto dall'intesa Stato-regioni del 20 dicembre 2012, recepita con Delib.G.R. 19 luglio 2013, n. 1303 (Recepimento dell'intesa, rep. n. 259/csr del 20 dicembre 2012, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge n. 131/2003, tra il Governo, le regioni e le province autonome sul documento recante «Disciplina per la revisione della normativa dell'accreditamento» in attuazione dell'art. 7, comma 1, del nuovo patto per la salute per gli anni 2010-2012).

6. Gli accordi contrattuali di cui all'art. 50 della legge regionale n. 17/2014 sono stipulati tra le strutture private residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze e le aziende sanitarie territorialmente competenti.

7. Le aziende sanitarie sono competenti per la vigilanza in relazione all'autorizzazione all'esercizio delle attività delle strutture private residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze, per la verifica del rispetto dell'accordo contrattuale e della qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate.

8. La Direzione centrale è competente per la vigilanza in relazione all'autorizzazione e all'accreditamento delle strutture pubbliche e all'accreditamento delle strutture private. La stessa si avvale, nell'esercizio dell'attività di vigilanza, dei valutatori di cui al comma 5.

9. Per l'effettuazione dei sopralluoghi di cui ai commi 5 e 8 la Direzione centrale incarica un numero di valutatori variabile in base alla complessità organizzativa della struttura per la terapia riabilitativa delle dipendenze e alle attività sanitarie erogate dalla medesima. Il numero di valutatori non è comunque inferiore a due.

 

Art. 4. Autorizzazione alla costruzione, adattamento, trasformazione, ampliamento e trasferimento

1. I soggetti che intendono costruire, adattare, trasformare, ampliare o trasferire una struttura privata per la terapia riabilitativa delle dipendenze presentano istanza al comune competente per territorio.

2. Il comune, previamente al rilascio dell'autorizzazione di propria competenza, acquisisce il parere sulla compatibilità del progetto con il fabbisogno regionale relativo alle prestazioni sanitarie oggetto dell'istanza di autorizzazione e con la localizzazione territoriale di strutture per la terapia riabilitativa delle dipendenze già presenti nel territorio regionale.

3. Il comune acquisisce unicamente il parere sulla compatibilità del progetto con la localizzazione territoriale nel caso di domanda di trasferimento di struttura per la terapia riabilitativa delle dipendenze già autorizzata.

4. I pareri di cui ai commi 2 e 3 sono resi dalla Direzione centrale e hanno carattere non vincolante ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui al presente articolo.

5. Il parere di cui al comma 2 è vincolante ai fini della stipula dell'accordo contrattuale ai sensi dell'art. 50 della legge regionale n. 17/2014 laddove dispone, in particolare, che gli accordi contrattuali sono definiti in coerenza con la programmazione regionale che determina il fabbisogno e le risorse sulla base di requisiti e valutazioni di comparazione della qualità e dei costi.

6. Il comune, previamente al rilascio del l'autorizzazione di propria competenza, acquisisce altresì il parere igienico-sanitario dell'azienda sanitaria competente per territorio sulla base dei requisiti previsti nell'allegato 1 del presente regolamento.

7. I pareri di cui ai commi 2, 3 e 6 sono resi entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta.

 

Art. 5. Procedimento di autorizzazione all'esercizio dell'attività delle strutture private

1. I titolari delle strutture private residenziali e semiresidenziali per la terapia riabilitativa delle dipendenze autorizzate ai sensi dell'art. 4, terminati i lavori e acquisito il certificato di agibilità, presentano istanza di autorizzazione all'esercizio dell'attività all'azienda sanitaria competente per territorio.

2. I requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti per il rilascio del l'autorizzazione all'esercizio sono elencati nell'allegato A.

3. La domanda, redatta secondo il modello di cui all'allegato B contiene:

a) le generalità del titolare, se persona fisica, o le generalità del rappresentante legale, se persona giuridica, con unita copia dell'atto costitutivo;

b) la denominazione della struttura e la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare.

4. Per titolare della struttura di cui al comma 1 si intende il soggetto giuridico, pubblico o privato, proprietario o gestore della struttura sanitaria, comunque avente la rappresentanza legale della stessa. Tale soggetto giuridico deve dimostrare, attraverso un valido titolo giuridico, la piena disponibilità e responsabilità di tutti gli elementi che costituiscono una struttura sanitaria e che sono connessi ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi.

5. La domanda è corredata della documentazione elencata nel modello di domanda di cui all'allegato B. Qualora l'istanza riguardi l'adattamento, la trasformazione, l'ampliamento o il trasferimento di una struttura già autorizzata, la documentazione da allegare fa riferimento solo all'intervento oggetto della domanda medesima.

6. L'azienda sanitaria competente per territorio si esprime sull'accoglimento della domanda entro sessanta giorni dal ricevimento della stessa.

7. Il soggetto richiedente l'autorizzazione all'esercizio comunica all'azienda sanitaria l'avvenuto completamento dell'allestimento della struttura al fine dell'effettuazione dell'ispezione tecnica da parte della commissione di vigilanza dell'azienda sanitaria di cui all'art. 8, da svolgersi entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. All'atto dell'ispezione tecnica è messa a disposizione dell'azienda sanitaria la documentazione elencata all'allegato C.

8. Quando l'esito dell'ispezione tecnica è positivo l'azienda sanitaria adotta il provvedimento di autorizzazione all'esercizio dell'attività entro trenta giorni dallo svolgimento dell'ispezione.

9. Quando l'esito dell'ispezione tecnica è negativo l'azienda sanitaria stabilisce, sulla base delle valutazioni espresse della commissione di vigilanza, le prescrizioni cui il richiedente deve conformarsi e i termini per l'adeguamento. In tale caso l'azienda sanitaria effettua una nuova ispezione tecnica all'esito della quale autorizza o non autorizza l'esercizio dell'attività.

10. In caso di diniego dell'autorizzazione all'esercizio il soggetto richiedente può presentare motivata istanza di riesame all'azienda sanitaria. Se l'azienda sanitaria conferma il diniego non è possibile presentare nuova domanda di autorizzazione prima di un anno dalla data di comunicazione della conferma del diniego.

 

Art. 6. Obblighi del titolare dell'autorizzazione all'esercizio delle strutture private

1. Il titolare dell'autorizzazione all'esercizio di cui all'art. 5:

a) assicura che siano effettuati i controlli di qualità previsti dalle norme vigenti;

b) invia con cadenza quinquennale una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente la permanenza del possesso dei requisiti di cui all'allegato A;

c) trasmette all'azienda sanitaria competente per territorio, alla Direzione centrale le informazioni richieste in ordine all'attività svolta, al personale in servizio ed ogni altra notizia richiesta a fini epidemiologici e statistici o prevista dalla normativa vigente;

d) comunica all'azienda sanitaria competente per territorio i periodi di chiusura della struttura e le interruzioni di attività da qualsiasi causa determinate, specificandone la motivazione;

e) comunica all'azienda sanitaria competente per territorio gli eventuali interventi strutturali che non comportino autorizzazioni o concessioni edilizie, la ridistribuzione interna, la variazione della destinazione d'uso dei locali, nonchè rinnovi di impianti;

f) comunica all'azienda sanitaria competente per territorio le eventuali variazioni del soggetto titolare dell'autorizzazione o della denominazione della struttura;

g) assicura che gli ambienti della struttura di riabilitazione per le dipendenze sono adibiti esclusivamente all'esercizio dell'attività sanitaria autorizzata;

h) è responsabile della tenuta ed aggiornamento della seguente documentazione concernente:

1) ogni variazione intervenuta sulla dotazione organica del personale, anche con riferimento ad eventuali incarichi di consulenza;

2) il possesso dei titoli previsti per il ruolo e la funzione svolti da tutto il personale sanitario e tecnico operante nella struttura;

3) le sostituzioni o modificazioni di attrezzature, compatibili con la tipologia e le dimensioni della struttura autorizzata;

4) l'acquisto delle attrezzature nel rispetto della legge 5 febbraio 1992, n. 175 «Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie».

2. A seguito delle comunicazioni di cui al comma 1, le lettere e) ed f), l'azienda sanitaria competente per territorio adotta le relative modifiche del provvedimento di autorizzazione.

3. Gli eventuali interventi strutturali non devono incidere in maniera sostanziale sulle caratteristiche della struttura e, in ogni caso, garantiscono il rispetto dei requisiti richiesti per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio di cui all'art. 5, comma 2.

 

Art. 7. Attività di vigilanza delle aziende sanitarie sulle strutture private

1. Le aziende sanitarie competenti per territorio, fermo restando quanto previsto all'art. 3, comma 7, svolgono attività di vigilanza sul regolare esercizio delle attività sanitarie autorizzate e sul mantenimento dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi da parte delle strutture di riabilitazione per le dipendenze.

2. Ai fini dello svolgimento dell'attività di vigilanza di propria competenza le aziende sanitarie costituiscono, con provvedimento del direttore generale, una commissione di vigilanza composta dal responsabile del Dipartimento di prevenzione o suo delegato, da un esperto in materia impiantistica, da un esperto in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e da un dipendente amministrativo con funzioni di segretario. La commissione di vigilanza può essere integrata, ove necessario, da ulteriori esperti.

3. La Direzione centrale fornisce indicazioni sul funzionamento e sui compiti della commissione di vigilanza.

4. I provvedimenti di sospensione e revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di riabilitazione per le dipendenze sono adottati dalle aziende sanitarie competenti per territorio nelle fattispecie e con le modalità di cui all'art. 4-bis della legge regionale 9 marzo 2001, n. 8 (Disposizioni urgenti in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e altre disposizioni in materia di sanità e politiche sociali), ferma restando l'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal medesimo articolo.

 

Art. 8. Procedimento di autorizzazione e di accreditamento delle strutture pubbliche e di accreditamento delle strutture private

1. Il legale rappresentante dell'azienda sanitaria interessato al rilascio dell'autorizzazione e dell'accreditamento o il titolare della struttura privata interessato al rilascio dell'accreditamento per la terapia riabilitativa delle dipendenze presentano istanza alla Direzione centrale esclusivamente con modalità web tramite l'applicativo gestionale denominato «Sistema di accreditamento delle strutture sanitarie» all'indirizzo: aoss.regione.fvg.it/saoss, previa richiesta alla medesima Direzione centrale delle credenziali di accesso.

2. Per titolare della struttura di cui al comma 1 si intende il soggetto giuridico, pubblico o privato, proprietario o gestore della struttura sanitaria, comunque avente la rappresentanza legale della stessa. Tale soggetto giuridico deve dimostrare, attraverso un valido titolo giuridico, la piena disponibilità e responsabilità di tutti gli elementi che costituiscono una struttura sanitaria e che sono connessi ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi.

3. Nell'istanza deve essere dichiarato:

a) la sede e la denominazione della struttura;

b) le generalità del titolare della struttura o del rappresentante legale della medesima se persona giuridica o azienda sanitaria.

4. La domanda è corredata della seguente documentazione:

a) solo per le strutture private, dichiarazione di non sussistenza di situazioni di incompatibilità, previste dalla vigente normativa, nel rapporto di lavoro con il personale comunque impiegato nella struttura, fatto salvo quanto previsto dai requisiti autorizzativi di cui all'allegato A, per le attività di continuità terapeutica e assistenziale per le sole strutture operanti in convenzione con il Servizio sanitario regionale;

b) solo per le strutture private, documentazione antimafia di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 252/1998;

c) planimetria 1:100 dei locali, con destinazione d'uso;

d) questionario di autovalutazione preliminare, da compilarsi con la modalità web tramite il gestionale di cui al comma 1, sul possesso dei requisiti di autorizzazione di cui all'allegato A, per le strutture pubbliche, e di accreditamento, di cui all'allegato C, per le strutture pubbliche e per quelle private;

e) piano della formazione;

f) piano della qualità;

g) carta dei servizi;

h) l'organigramma;

i) elenco nominativo del personale, con indicazione della qualifica e del titolo di studio posseduto, della funzione organizzativa assegnata nonchè del monte ore settimanale, firmato dal legale rappresentante;

j) elenco dei fornitori esterni di prestazioni e servizi di cui si avvale la struttura.

5. I requisiti per il rilascio del l'autorizzazione sono contenuti nell'allegato A, mentre quelli per il rilascio dell'accreditamento istituzionale sono contenuti nell'allegato D.

 

Art. 9. Corrispettivo

1. La struttura privata che chiede l'accreditamento istituzionale o l'integrazione dello stesso è tenuta a versare il corrispettivo dei costi sostenuti dall'amministrazione regionale per i sopralluoghi, prima dello svolgimento degli stessi. L'importo e le modalità del versamento sono determinati con provvedimento della Direzione centrale.

 

Art. 10. Fase istruttoria

1. La Direzione centrale effettua un controllo sulla regolarità e completezza della domanda e della documentazione allegata entro trenta giorni dal ricevimento della medesima. Il procedimento riguardante le strutture pubbliche per il rilascio del l'autorizzazione e dell'accreditamento e quello riguardante le strutture private per il rilascio dell'accreditamento istituzionale si concludono entro centottanta giorni dal ricevimento della domanda.

2. In caso di irregolarità o incompletezza della domanda o della documentazione allegata la Direzione centrale invita il soggetto che ha fatto istanza alla regolarizzazione e a produrre eventuali osservazioni entro un termine perentorio di dieci giorni. Se l'esito del controllo è positivo la Direzione centrale comunica la data del sopralluogo per la verifica dei requisiti.

3. In assenza di riscontro entro il termine di cui al comma 2 o qualora la regolarizzazione richiesta non è idonea, la Direzione centrale adotta un decreto di diniego della domanda di autorizzazione e di accreditamento, per le strutture pubbliche, ovvero di diniego della domanda di accreditamento, per le strutture private. Se il riscontro è positivo e la regolarizzazione richiesta è idonea la Direzione centrale comunica la data del sopralluogo per la verifica dei requisiti.

4. I valutatori incaricati ai sensi dell'art. 3, commi 4 e 7, effettuano uno o più sopralluoghi, in relazione alla complessità organizzativa della struttura, e redigono un verbale di verifica il quale reca la descrizione delle operazioni svolte, delle conformità o non conformità accertate nonchè il giudizio di cui al successivo comma 5 con gli eventuali adeguamenti richiesti e la loro tempistica.

5. All'esito del sopralluogo i valutatori formulano un giudizio:

a) di accreditabilità a pieno titolo, qualora la struttura risulti conforme ai requisiti, essenziali e non essenziali;

b) di accreditabilità con riserva, qualora la struttura risulti non conforme ad uno o più requisiti non essenziali e necessiti di un piano di adeguamento;

c) di non accreditabilità, qualora la struttura non risulti conforme ad uno o più requisiti essenziali.

Il medesimo giudizio, per la parte relativa ai requisiti di autorizzazione delle strutture pubbliche, può essere:

a) di autorizzabilità a pieno titolo, qualora la struttura risulti conforme a tutti requisiti;

b) di autorizzabilità con riserva, qualora la struttura risulti non conforme a uno o più requisiti e necessiti di un piano di adeguamento.

6. In caso di autorizzabilità con riserva, per le strutture pubbliche, e di accreditabilità con riserva, per le strutture pubbliche e private, i valutatori specificano i programmi di intervento finalizzati a rimuovere le carenze rilevate e i tempi di realizzazione degli stessi, concordati con la struttura interessata. I tempi di adeguamento non possono in ogni caso superare la seguente tempistica:

a) fino ad un anno per i requisiti organizzativi, di autorizzazione e di accreditamento;

b) fino a due anni per i requisiti tecnologici, di autorizzazione;

c) fino a tre anni per i requisiti strutturali, di autorizzazione.

7. In caso di accertamento della non conformità di uno o più requisiti essenziali di accreditamento i valutatori riportano nel verbale le non conformità accertate e sospendono la formulazione del giudizio di non accreditabilità.

8. La Direzione centrale, ricevuto il verbale di cui al comma 7 e sulla base delle non conformità ivi risultanti, dispone l'effettuazione di un successivo sopralluogo da svolgersi non prima di venti giorni e non oltre trenta giorni dal primo.

9. All'esito del nuovo sopralluogo di cui al comma 8 i valutatori applicano le disposizioni di cui ai commi 5 e 6. Qualora il nuovo sopralluogo confermi la non conformità a uno o più requisiti essenziali di accreditamento, il verbale riporta la descrizione delle non conformità accertate e il giudizio di non accreditabilità. Il rappresentante della struttura, qualora contesti il giudizio di non accreditabilità, può chiedere che le proprie dichiarazioni siano riportate nel verbale.

10. Entro quindici giorni dalla conclusione degli accertamenti da parte del gruppo di valutazione, il Direttore centrale, prima della adozione del decreto di non accreditamento, comunica al soggetto che ha fatto istanza di accreditamento istituzionale i motivi che ostano all'accoglimento della domanda, ai sensi dell'art. 16-bis della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso).

11. Qualora nel corso dei sopralluoghi riguardanti le strutture private, i valutatori accertino non conformità riferite ai requisiti di autorizzazione li segnalano alla Direzione centrale per la successiva comunicazione all'azienda sanitaria competente per territorio.

 

Art. 11. Procedimento di riesame

1. Il procedimento di riesame è avviato quando l'attività di verifica dei valutatori si conclude con un giudizio di non accreditabilità e il verbale riporti le dichiarazioni di cui all'art. 10, comma 9.

2. Il riesame di cui al comma 1 è effettuato dal Direttore dell'area competente in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie della Direzione centrale, dal titolare della posizione organizzativa in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie della Direzione centrale, nonchè da un professionista esperto in materia di assistenza sanitaria. I soggetti competenti per il riesame possono convocare i valutatori per acquisire eventuali chiarimenti.

3. Il procedimento di riesame può confermare il giudizio di non accreditabilità oppure concludersi con un giudizio di accreditabilità con riserva ai sensi dell'art. 10, commi 5, lettera b) e 6.

 

Art. 12. Rilascio dell'autorizzazione e dell'accreditamento per le strutture pubbliche e dell'accreditamento per le strutture private

1. Il Direttore centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia adotta un decreto:

a) per le strutture pubbliche:

1) di autorizzazione e di accreditamento a pieno titolo;

2) di autorizzazione e di accreditamento con riserva;

3) di non autorizzazione e di non accreditamento;

b) per le strutture private:

1) di accreditamento a pieno titolo;

2) di accreditamento con riserva;

3) di non accreditamento.

2. Il decreto di autorizzazione e di accreditamento con riserva, per le strutture pubbliche, e di accreditamento con riserva, per le strutture private, indica i programmi di adeguamento e i termini degli stessi. I termini stabiliti all'art. 10, comma 6, possono essere prorogati, per una sola volta, su richiesta motivata del soggetto che ha presentato domanda di accreditamento istituzionale, fino ad un massimo del 20 per cento.

3. In caso di accreditamento con riserva o di non accreditamento, il decreto adottato per le strutture pubbliche specifica il rilascio dell'autorizzazione in presenza della conformità dei relativi requisiti.

 

Art. 13. Durata dell'autorizzazione e dell'accreditamento delle strutture pubbliche e dell'accreditamento delle strutture private

1. L'autorizzazione e l'accreditamento, per le strutture pubbliche, e l'accreditamento, per le strutture private, hanno una durata di tre anni, alla scadenza dei quali si procede al rinnovo secondo le modalità di cui all'art. 10.

2. L'autorizzazione e l'accreditamento a pieno titolo, per le strutture pubbliche, e l'accreditamento a pieno titolo, per le strutture private, hanno una durata di tre anni decorrente dalla adozione del relativo decreto.

3. L'autorizzazione e l'accreditamento con riserva hanno una durata corrispondente ai termini assegnati per l'adeguamento, fatta salva la concessione della proroga di cui all'art. 12, comma 2.

4. Alla scadenza dei tempi assegnati per l'adeguamento la Direzione centrale dispone la verifica della conformità ai requisiti. In caso di esito positivo è adottato il relativo decreto a pieno titolo. La durata complessiva dell'autorizzazione e dell'accreditamento con riserva e dei successivi autorizzazione e accreditamento a pieno titolo non può comunque superare la durata di tre anni di cui al comma 1.

5. In caso di esito negativo la Direzione centrale accerta il mancato adeguamento e dichiara la cessazione del provvedimento rilasciato con riserva.

 

Art. 14. Rinnovo dell'autorizzazione e dell'accreditamento delle strutture pubbliche e dell'accreditamento delle strutture private

1. Prima dell'inizio dell'ultimo semestre di durata dell'accreditamento le strutture pubbliche e private accreditate sono tenute a presentare domanda di rinnovo dell'accreditamento istituzionale con le modalità di cui all'art. 8.

2. Il procedimento per il rinnovo si svolge secondo le modalità di cui all'art. 10.

3. Qualora intervengano giustificati motivi che impediscono di completare l'istruttoria nei tempi previsti la qualità di soggetto accreditato permane fino alla adozione del provvedimento conclusivo del procedimento.

 

Art. 15. Integrazione dell'autorizzazione e dell'accreditamento delle strutture pubbliche e dell'accreditamento delle strutture private

1. Le strutture private per la terapia riabilitativa delle dipendenze già accreditate, qualora abbiano proceduto all'ampliamento del numero dei posti letto o alla variazione del livello del servizio, o dei locali ove si erogano le prestazioni, o al trasferimento in altra sede dello stesso comune, ne danno comunicazione alla Direzione centrale entro un mese dal rilascio dell'autorizzazione da parte delle aziende sanitarie competenti per territorio, producendo la documentazione di cui all'art. 8.

2. Le strutture pubbliche per la terapia riabilitativa delle dipendenze già accreditate, qualora abbiano proceduto all'ampliamento del numero dei posti letto o alla variazione del livello del servizio, o dei locali ove si erogano le prestazioni, o al trasferimento in altra sede della stessa azienda sanitaria, ne danno comunicazione alla Direzione centrale entro un mese dalla realizzazione dell'intervento, producendo la documentazione di cui all'art. 8.

3. La Direzione centrale avvia il procedimento di cui agli articoli 10 e seguenti effettuando un nuovo sopralluogo se la documentazione prodotta, o quella integrativa eventualmente richiesta, dimostrino che le variazioni intervenute hanno determinato una configurazione organizzativa diversa da quella iniziale. In caso contrario, l'istruttoria viene effettuata sulla base della documentazione prodotta.

4. Le strutture private per la terapia riabilitativa delle dipendenze già accreditate comunicano alla Direzione centrale anche le eventuali variazioni intervenute con riferimento al soggetto titolare o alla denominazione della struttura.

5. Nell'ipotesi di cui al comma 4 la Direzione centrale chiede l'eventuale documentazione inerente alla conformità ai requisiti di accreditamento e adotta, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta documentazione, in caso di esito positivo il decreto di integrazione dell'accreditamento.

6. Fino al completamento del procedimento di integrazione dell'accreditamento le strutture private interessate mantengono l'accreditamento e l'eventuale accordo contrattuale stipulato con l'azienda sanitaria competente per territorio.

7. Nelle more del completo allestimento e del l'accreditamento della nuova sede, qualora la sede precedentemente accreditata non consenta lo svolgimento dell'attività, il relativo accreditamento è sospeso. In tale caso la struttura per la terapia riabilitativa delle dipendenze informa tempestivamente la Direzione centrale dell'indisponibilità della sede.

8. L'integrazione dell'autorizzazione e dell'accreditamento non determina una proroga della durata dell'accreditamento iniziale.

 

Art. 16. Accordi contrattuali

1. Le aziende sanitarie territorialmente competenti, in coerenza con la programmazione regionale che determina il fabbisogno e le risorse sulla base di requisiti e valutazioni di comparazione della qualità e dei costi, procedono alla stipula degli accordi contrattuali di cui all'art. 50 della legge regionale n. 17/2014, con le strutture private accreditate ai sensi dell'art. 11.

2. Le tariffe applicabili alle prestazioni oggetto degli accordi contrattuali sono determinate con deliberazione della giunta regionale.

3. Le aziende sanitarie territorialmente competenti vigilano sul rispetto dell'accordo contrattuale e sulla qualità e appropriatezza delle prestazioni sanitarie.

4. Le modalità di accesso alle prestazioni erogate dalle strutture di cui all'art. 2 sono disciplinate con deliberazione di giunta regionale.

 

Art. 17. Vigilanza della Direzione centrale

1. La Direzione centrale esercita attività di vigilanza nei confronti delle strutture pubbliche e private accreditate, effettuando sopralluoghi di controllo quando venga a conoscenza di criticità che possano mettere a rischio la sicurezza dei pazienti o degli operatori.

2. In caso di rifiuto della struttura a sottoporsi ai sopralluoghi di cui al comma 1, la Direzione centrale adotta il provvedimento di sospensione dell'accreditamento per un periodo di trenta giorni. Entro quindici giorni dalla scadenza di detto periodo, viene disposto un nuovo sopralluogo, anche senza preavviso. In caso di ulteriore rifiuto, la Direzione centrale adotta il provvedimento di revoca dell'accreditamento.

3. L'attività di vigilanza è svolta dai valutatori incaricati ai sensi dell'art. 3, commi 5 e 8. Nell'esercizio dell'attività di vigilanza si applicano le disposizioni dell'art. 10.

4. Determina la sospensione dell'accreditamento la mancata disponibilità della sede accreditata, nelle more del completo allestimento e del rilascio dell'autorizzazione per la nuova sede, nei casi di ampliamento o di trasferimento di cui all'art. 15, commi 1 e 2.

5. Determina la revoca dell'accreditamento la mancata comunicazione finalizzata all'integrazione dell'accreditamento per le fattispecie di cui all'art. 15, comma 4.

6. Le ipotesi di sospensione e revoca dell'accreditamento per le strutture private non comportano la sospensione o la revoca dell'autorizzazione; l'eventuale sospensione o revoca dell'autorizzazione comporta automaticamente la sospensione o la revoca dell'accreditamento.

7. In caso di revoca dell'accreditamento per le strutture private, la nuova domanda può essere presentata a seguito di specifiche disposizioni regionali.

8. Nei casi in cui si verifichino le condizioni che comportano la revoca dell'autorizzazione e/o dell'accreditamento delle strutture pubbliche per la terapia riabilitativa delle dipendenze, ma sussista la necessità di garantire la prosecuzione delle attività sanitarie, si attiva una procedura straordinaria che prevede:

a) predisposizione di un sistema di monitoraggio mirato su attività, risultati, volumi, piani di adeguamento;

b) registrazione di tutti gli eventi indesiderati e situazione di rischio potenziale, che sono sottoposti a procedure di audit;

c) non possibilità di aumento dei volumi di attività.

9. La comunicazione di dati non veritieri, rilevata dalla Direzione centrale nella fase istruttoria di cui all'art. 9, ovvero nelle fasi di monitoraggio o di vigilanza, comporta il diniego del rilascio dell'accreditamento o la revoca dello stesso, ove già concesso; resta fermo quanto previsto dall'art. 76, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

 

Art. 18. Disposizioni transitorie e finali

1. Le strutture private per la terapia riabilitativa delle dipendenze iscritte all'albo regionale di cui alla Deliberazione di giunta regionale 7 dicembre 2000, n. 3847, già eroganti prestazioni per conto e con oneri a carico del Servizio sanitario regionale presentano domanda di autorizzazione alla azienda sanitaria competente per territorio entro e non oltre il termine perentorio di due mesi, decorrente dalla entrata in vigore del presente regolamento.

2. Le strutture di cui al comma 1 presentano domanda di accreditamento alla Direzione centrale entro e non oltre il termine perentorio di dodici mesi, decorrente dalla entrata in vigore del presente regolamento, secondo le modalità previste dall'art. 8.

3. Le strutture pubbliche per la terapia riabilitativa delle dipendenze presentano domanda di autorizzazione e di accreditamento alla Direzione centrale entro e non oltre il termine perentorio di sei mesi, decorrente dalla entrata in vigore del presente regolamento, secondo le modalità previste dall'art. 8.

4. Le strutture di cui al comma 1 che presentano domanda di accreditamento svolgono la loro attività sulla base degli accordi contrattuali stipulati con le aziende sanitarie competenti per territorio fino al completamento del procedimento di rilascio dell'accreditamento definitivo.

5. I procedimenti di accreditamento di eventuali ulteriori strutture per la terapia riabilitativa delle dipendenze possono essere avviati sulla base di specifici atti di programmazione regionale.

 

Art. 19. Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

(Omissis).