(Allegato alla circolare ASS 4 Medio Friuli del 08.10.03)

I Dipartimenti delle tre Aziende dei Servizi Sanitari presenti nella Provincia di Udine, ASS. n.3 "Alto Friuli, ASS. n.4 "Medio Friuli", ASS. n.5 "Bassa Friulana", a seguito delle informazioni relative alla vaccinazione pediatrica nell'infanzia comparse sulla stampa e altri organi di informazione, ritengono opportuno precisare quanto segue.

La prevenzione dell'influenza si realizza attraverso una strategia vaccinale di contenimento che si rivolge alle categorie a rischio: con questo approccio si cerca di prevenire le conseguenze più gravi della malattia, cioè le morti e le patologie gravi che conducono al ricovero in ospedale. Le categorie a rischio sono rappresentate dagli ultrasessantaquattrenni e dalle persone con malattie croniche o immunitarie di tutte le età.

Il Ministero della Salute nella circolare "prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2003-2004" indica, in accordo con gli obiettivi specifici indicati dalla pianificazione sanitaria nazionale e con il perseguimento di obiettivi di riduzione della morbosità per influenza e delle sue complicanze, le categorie di soggetti cui i servizi territoriali di prevenzione dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale:

1) soggetti di età pari o superiore a 65 anni

2) soggetti in età infantile ed adulta affetti da:

  1. malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico
  2. malattie degli organi emopoietici
  3. diabete ed altre malattie dismetaboliche
  4. sindromi da malassorbimento intestinale
  5. fibrosi cistica
  6. malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l'infezione da HIV
  7. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici

3) soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo

4) personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio

5) bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

Per l'attuale stagione quindi non vi sono indicazioni particolari rispetto alla vaccinazione dei bambini non ricompresi nelle categorie a rischio.

In merito inoltre alla vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani sono da fare le seguenti riflessioni. Come indicato in una nota comparsa lo scorso anno su "Epicentro", il sito dedicato all'epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, redatta dal dr. Tozzi del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica e intitolata "Vaccinazione antinfluenzale per i bambini: un bilancio dei pro e contro" se osserviamo l'epidemiologia della malattia per età è immediatamente evidente che i bambini rappresentano il gruppo di età con la maggiore incidenza della malattia, ma sono anche quelli che hanno il minore rischio di complicazioni. Gli ultrasessantaquattrenni, invece, hanno una incidenza minore della malattia, ma con un alto rischio di sviluppare complicazioni anche temibili.

E' pure vero che l'interesse per la vaccinazione anti-influenzale nei bambini si è acceso di recente in molti paesi occidentali e dallo scorso anno negli Stati Uniti viene raccomandata formalmente la vaccinazione anti-influenzale nei bambini ma la raccomandazione piuttosto che stabilire un obiettivo di copertura vaccinale per i piccoli si limita ad incoraggiare la vaccinazione e rimanda alla discrezione del pediatra. Per l'Italia, come sopra descritto, il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione dei bambini solo se appartengono ad una categoria a rischio delle sopra elencate.

Pensare invece di aggiungere la vaccinazione antinfluenzale al calendario vaccinale del bambino italiano non sarebbe comunque semplice.

Una strategia rivolta a questo gruppo di età richiederebbe il raggiungimento di elevate coperture, data l'elevata incidenza in questo gruppo di età, per ottenere come risultato la riduzione delle complicazioni e dei ricoveri ospedalieri tra i bambini, e quindi un impegno notevole nonché ovviamente una adeguata pianificazione, da rinnovarsi ogni anno.

Comunque i genitori che desiderano effettuare il vaccino ai propri figli, potranno comunque, sentito il pediatra di famiglia, acquistare il vaccino presso le farmacie.

E' ovvio che il fabbisogno di vaccino è già stato stabilito già mesi fa dal Ministero della Salute sulle indicazioni delle regioni fornite in base alle categorie a rischio sopradescritte e, a fronte di una richiesta imprevista, non programmata, si potrebbero manifestare delle carenze.