Circolare ASS 4 Medio Friuli del 15.10.07

Caro/a Collega,

come certamente sai, l'Accordo Collettivo Nazionale e gli Accordi Regionali stabiliscono un ruolo attivo del MMG nel contenimento delle liste di attesa, anche attraverso l'utilizzo di criteri di priorità (con la biffatura delle ben note caselline sull'impegnativa).

La giornata di formazione del 25 ottobre riguarderà la introduzione dei criteri di priorità nella prescrizione di accertamenti da parte del MMG: ad una prima parte generale, in cui sarà illustrata la nuova legge regionale sulle liste di attesa e l'orientamento della ASS 4 e dell'Area Vasta Udinese, seguirà, nel pomeriggio, la presentazione di una proposta di criteri di priorità per la Prima Visita Cardiologica da parte delle ASS e dei Cardiologi di riferimento dell'Area Vasta. Questa proposta è già stata presentata ad alcuni MMG delle tre ASS (delegati dal Coordinamento delle UDMG), in sede di riunione di Area Vasta, con introduzione di alcuni correttivi, che però non possono essere considerati definitivi, né tantomeno espressione del pensiero di tutti i MMG dell'ASS 4.

Perciò, per consentirti di valutare preventivamente questa proposta e di poter avanzare eventuali critiche e relative proposte, in allegato troverai l'ultima versione dei RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenei) proposti.

Il tuo contributo potrà portare alla stesura definitiva di RAO condivisi e funzionali per la Medicina Generale.

I delegati del Coordinamento delle UDMG
Giuseppe Cappello
Lucia Casatta
Luciano Prelli

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Criteri di Priorità Clinica per la attività ambulatoriale di Cardiologia
(RAO)

(revisione 18/09/2007)

CRITERI DI PRIORITA' QUADRO SINTOMATOLOGICO/SOSPETTO DIAGNOSTICO Tempi di attesa

URGENTE
U
(Accesso diretto al PS)

  • dolore toracico a riposo di nuova insorgenza o da sforzo di recente insorgenza (< 30 gg), frequente e ingravescente di sospetta origine cardiaca;
  • dispnea improvvisa o ingravescente di sospetta origine cardiaca;
  • palpitazioni con sintomi maggiori di accompagnamento (vertigini, sincope dispnea, angor);
  • sincopi o presincopi recidi vanti;
  • tachiaritmie di recente insorgenza (< 48 ore);
  • bradicardia severa (< 40 bpm) sintomatica (sincope e/o presincope );
  • crisi ipertensiva sintomatica (cefalea, rigidità nucale, obnubilamento del sensorio, angor, dispnea);
  • INR > 9 in paziente in T AO;
  • interventi o sospetti interventi di defibrillatore impiantabile

0-24 h

PRIORITA' ALTA
B

  • dolore toracico da sforzo non di recente insorgenza (> 30 gg), non frequente e non ingravescente con elevata probabilità di origine ischemica*;
  • segni o sintomi di scompenso di prima comparsa;
  • peggioramento dei sintomi di scompenso (> 1 classe NYHA) in paziente con scompenso noto;
  • pazienti dimessi dalle UUOO con diagnosi di scompenso ove non già programmato o non possibile come prestazione post ricovero;
  • episodio/i sincopale/i o presincopale/i isolati o sporadici in pazienti con elevata probabilità di cardiopatia (ischemica, valvolare, ipertensiva, pregressa terapia antineoplastica)* o cardiopatia nota;
  • palpitazioni recidivanti e protratte senza sintomi maggiori (vertigini, sincope dispnea, angor) in paziente con elevata probabilità di cardiopatia o cardiopatia nota;
  • bradicardia severa (< 40 bpm) senza sintomi maggiori in paziente con elevata probabilità di cardiopatia o cardiopatia nota;
  • follow up a breve termine di pazienti con SCA o sottoposti a procedure terapeutiche invasive o a cardiochirurgia con decorso complicato.

Max 10 gg

PRIORITA' DIFFERIBILE
D

  • dolore toracico con medio-bassa probilità di un' origine ischemica;
  • dispnea non severa di possibile origine cardiaca;
  • palpitazioni senza sintomi maggiori in paziente con bassa probabilità di cardiopatia;
  • follow up a medio termine di pazienti con SCA o sottoposti a procedure terapeutiche invasive o a cardiochirurgia con decorso non complicato;
  • sospetto diagnostico di cardiopatia paucisintomatica

entro 30 gg

PRIORITA' PROGRAMMABILE
P

  • episodio/i sincopale/i o presincopale/i isolati o sporadici in pazienti con bassa probabilità di cardiopatia;
  • bradicardia (FC < 45 bpm) senza sintomi maggiori in paziente con bassa probabilità di cardiopatia;
  • ipertensione arteriosa non rispondente a trattamento adeguato;
  • riscontro incidentale di anomalie elettrocardiografiche o di aritmie (FA, Flutter atriale, T A ect.) asintomatiche;
  • follow up di specifiche patologie con tempistica stabilita da protocolli condivisi;
  • screening familiare per morte improvvisa;
  • parenti di 1° grado di pazienti con cardiomiopatia primitiva geneticamente determinata *.

> 30 gg

* vedi Glossario

Note:

1. Nell'ambito delle varie Aziende gli ambulatori dedicati delle UUOO Cardiologiche (Riabilitazione, Prevenzione, Scompenso Cardiaco, Pacemaker, Aritmie, ect), ove presenti, provvederanno a stabilire eventuali percorsi specifici per l'accesso e il follow up dei pazienti.

2. Per l'approccio alla fibrillazione atriale e all'ipertensione arteriosa nella pratica clinica della medicina di base va fatto riferimento ai percorsi diagnostico-terapeutici proposti e condivisi dalle Società Scientifiche ed approvati dall'Agenzia Regionale alla Sanità

Glossario.

1. Probabilità elevata di cardiopatia ischemica:

a. rischio cardiovascolare globale calcolato secondo le carte italiane del rischio superiore al 20% a 10 anni o presenza di diabete mellito o vasculopatia periferica.

b. familiarità precoce: evento cardiovascolare in un parente di 1° grado di età < a 55 anni se maschio o < a 65 anni se femmina

c. dislipidemia familiare

d. anomalie accertate della coagulazione

2. Probabilità di cardiopatia valvolare:

a. soffio cardiaco suggestivo di patologia valvolare.

3. Trattamenti antineoplastici cardiotossici in cronico:

a. antracicline;

b. ciclofosfamide;

c. trasuzimab;

d. radioterapia

4. Cardiomiopatia primitiva geneticamente determinata:

a. cardiomiopatia ipertrofica

b. displasia aritmogena del ventricolo destro;

c. ventricolo sinistro non compattato;

d. cardiomiopatie infiltrative

e. difetti di conduzione

f. cardiomiopatie mitocondriali

g. disordini dei canali ionici (sindrome del QT lungo, Brugada, sindrome del QT corto, tachicardia ventricolare polimorfa catecolamine relata)

5. Cardiomiopatia primitiva di possibile origine genetica:

a. cardiomiopatia dilatativa;

b. cardiomiopatia restrittiva.

6. Diagnosi di scompenso: CRITERI DI BOSTON

CATEGORIE CLINICHE

PUNTEGGIO

CATEGORIA I: ANAMNESI

 
Dispnea riposo 4 punti
Ortopnea 4 punti
Dispnea parossistica notturna 3 punti
Dispnea camminando in piano 2 punti
Dispnea camminando in salita 1 punto

CATEGORIA II: ESAME OBIETTIVO

 
Frequenza cardiaca 91-110 bpm 1 punto
Frequenza cardiaca > 110 bpm 2 punti
Pressione venosa giugulare a 45° > 6 cm 2 punti
Pressione venosa giugulare a 45° > 6 cm + epatomegalia o edemi arti inferiori 3 punti
Rantoli polmonari al 3° inferiore degli emitoraci 1 punto
Rantoli polmonari oltre il 3° inferiore degli emitoraci 2 punti
Gemiti o sibili 3 punti
Terzo tono 4 punti

CATEGORIA III: RX TORACE

 
Edema alveolare 4 punti
Edema interstiziale 3 punti
Redistribuzione apicale del circolo polmonare 2 punti
Versamento pleurico bilaterale 3 punti
Cardiomegalia (indice cardiotoracico > 0,50) 3 punti

Note: il punteggio massimo per ogni categoria non può superare i 4 punti